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Ezio Sancrotti operaio sessuomane.
Tremendo finto documentario sul sesso e le sue infinite varianti prodotto a Milano.
Ovviamente l'approccio pseudoscientifico iniziale naufraga già dopo pochi minuti, in questo guazzabuglio di scenette che spaziano tra l'insipido ed il patetico più spinto. Narrato a colpi di episodietti indipendenti, non ha un filo logico vero e proprio, e manca quasi del tutto della consueta voce fuori campo.
Moltissimi nudi, erotismo blando, tentativi umoristici pietosi. Nel cast volti più o meno del cinema fatto a Milano in quel periodo, anche se alcuni esterni furono girati in Puglia: si vede ad esempio la Biblioteca Capitolare Finia di Gravina:
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