06 novembre 2026

Il rosso segno della follia (Mario Bava, 1970)

Dagmar Lassander bacia Steve Forsyth.
 

Thriller di Bava che non avevo mai visto.

Girato al risparmio, è un film dalla storia produttiva tormentata: purtroppo non l'unico nella carriera del regista sanremese. Tecnicamente valido, ha una bella colonna sonora (molto presente), qualche finezza registica e un'atmosfera che complessivamente funziona bene. Forse le zoomate sono un po' troppe, ma in quel periodo usava così.

L'unica pecca è la trama, che resta poco interessante e giunge ad un colpo di scena finale abbastanza telefonato. C'è il solito commissario sospettoso che ha già capito tutto, un pazzo che vaneggia dopo un misterioso trauma infantile... niente di nuovo, insomma. Bava qui - come altrove - gioca con il pubblico in modo scoperto, come quando mostra il trenino di un plastico dopo la sequenza girata su un vero treno, facendo credere che stiamo vedendo il solito modellino visto in cento altri film.

Visto in una copia rimediata fortunosamente, purtroppo con un mediocre ridoppiaggio: pare infatti che la colonna originale italiana sia irreperibile da tempo. 

05 novembre 2026

Fidanzata in affitto (Gene Stupnitsky, 2023)

Come resistere a uno sguardo così?
 

Commediola rosa con la deliziosa Jennifer Lawrence, qui anche produttrice.

La vicenda di questo No Hard Feelings è banale, e già vista mille volte. La bella sventolona finge di provare interesse per il goffo sfigatello, in questo caso per ragioni economiche; col tempo lei inizia a provare dei veri sentimenti, lui scopre l'inghippo, lei ci rimane male, loro si riconciliano, titoli di coda.

Film che non fa ridere mai, limitandosi a procedere in modo piatto verso l'inevitabile, sdolcinato finale. Si può apprezzare soltanto l'innegabile bravura della Lawrence, perfettamente a suo agio in un ruolo leggero e bella come il sole. C'è anche un suo nudo integrale, sulla spiaggia, decisamente inaspettato ma senz'altro apprezzabile.

Visto nel dvd italiano. 

04 novembre 2026

Mr. Ove (Hannes Holm, 2015)

Il signor Ove al cimitero.
 

Film svedese che ha originato un remake con Tom Hanks qualche anno dopo.

Mi è piaciuto senz'altro più della versione yankee: meno scioccamente fatuo, con momenti drammatici meglio gestiti e con un finale romantico del tutto assente nella seconda versione. Molto bella anche la musica, tra l'altro.

Divertente la rivalità tra i due (ex) amici, che si disprezzano perché uno compra solo Saab e l'altro Volvo.

Visto nel dvd italiano. 

03 novembre 2026

Non così vicino (Marc Forster, 2022)

Una immagine promozionale.
 

Tom Hanks produttore e protagonista di questa commedia tendente al drammatico.

Film che parte bene, ma sprofonda presto con tutte le scarpe. Il mix tra parti serie e quelle di alleggerimento (che sono troppe) è maldestro, con personaggi secondari eccessivamente caricaturali. Hanks è bravissimo, niente da dire, e il resto del cast non dispiace, con l'eccezione di suo figlio Truman, che interpreta il protagonista nei flashback da giovane. Un cane assoluto, che oltretutto somiglia al babbo come io somiglio a James Franco.

Prima di giungere ad un finale smielato quanto ampiamente prevedibile, la storia ci offre anche qualche irritante banalità sui giovani d'oggi e l'abuso degli smartphone, nonché l'inevitabile parentesi con il personaggio transgender (ahahahahahahah) inserito a forza per motivi ideologici.

Visto su RaiMovie. 

02 novembre 2026

Taverna Paradiso (Sylvester Stallone, 1978)

Sly.
 

Prima regìa di Stallone, che fece flop al botteghino.

Si tratta della storia di tre fratelli di origine italiana che vivacchiano tra mille problemi nella New York del 1946. Per uscire dalla miseria, Stallone prova a lanciare la carriera del fratello più grosso nel pugilato, e chissà come andrà a finire, visto che ho interrotto la visione a metà.

Non è un brutto film, ma non mi ha preso per nulla e capisco come possa aver deluso le aspettative del pubblico quando uscì in sala. Stallone ripete il suo personaggio di Rocky, con minime variazioni, ma la vicenda è poco interessante e sviluppata male.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

01 novembre 2026

Melinda e Melinda (Woody Allen, 2004)

Quanto era bella Chloë Sevigny?
 

Rivisto questo film di Allen che mi ha sempre fatto molto ridere.

Girato e montato come dio comanda, non racconta niente di particolarmente originale nell'ambito della filmografia del regista, ma fila via che è un piacere e diverte anche. 

Radha Mitchell, Amanda Peet e la deliziosa Chloë Sevigny nel cast femminile, davvero degno di una energica sottolineatura. Tra gli uomini spicca Will Ferrell, ovvio alter ego alleniano cui sono riservate praticamente tutte le battute più divertenti.

Visto nel solito dvd italiano. 

Attenti... arrivano le collegiali! (Giorgio Mille, 1975)

Orchidea De Santis.
 

Terrificante commedia erotica con la bella Orchidea De Santis.

Classico film girato in pochi giorni in un albergo e dintorni (nella ridente Torvaianica, in questo caso), è davvero imbarazzante sotto tutti i punti di vista. Toni Ucci è simpatico, ma sono riuscito a reggere circa 40 minuti, non di più: la fiera del dilettantismo e della cialtroneria.

Tra i momenti da ricordare, le abbondanti grazie di tale Giovannona, a cui sono riservati alcuni dei momenti più imbarazzanti della pellicola.

Visto in una copia derivata da un vecchio dvd tedesco, a quanto ho capito. 

Training Day (Antoine Fuqua, 2001)

Il protagonista.
 

Ottimo poliziesco con Denzel Washington che avevo già visto circa 15 anni fa.

Primo pregio del film: entra subito nel vivo. Belle caratterizzazioni, personaggi cazzuti e pochi eccessi, quantomeno fino agli ultimi 20 minuti. Tutta la lotta finale tra i due colleghi infatti mi è parsa eccessiva, più adatta a un film con Jason Statham. Dettagli, comunque: la tensione c'è, e la storia procede ottimamente per tutte le due ore di durata.

Tra i personaggi secondari (nessuno memorabile) si segnala la splendida Eva Mendes. 

Rivisto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

31 ottobre 2026

N. P. - Il segreto (Silvano Agosti, 1971)

L'affascinante sguardo di Irene Papas.
 

Rivisto dopo ben 17 anni questo film di Silvano Agosti.

Non starò a riassumere inutilmente la trama, che oltretutto mi è parsa contorta e in alcuni punti persino oscura. Film molto triste comunque, nel quale si segue la vicenda di Francisco Rabal che vaga per la città inebetito, senza ricordi né pensieri, dopo aver subito una sorta di lavaggio del cervello. Almeno, per quel poco che ho capito.

Troppi snodi centrali della storia sono buttati lì in modo frettoloso: se il film funziona, e a tratti lo fa, è esclusivamente per la forza delle immagini, per gli attori di livelli (Rabal e Irene Papas eccellenti) e per la bella colonna sonora di Nicola Piovani, le cui iniziali oltretutto sono proprio NP. 

Ingrid Thulin invece si vede solo in un paio di sequenze, e tra l'altro mi pare che sia stata doppiata da Lisa Gastoni, come pure Irene Papas. In rete però non trovo conferme: chissà.

Rivisto nel dvd italiano. 

29 ottobre 2026

Nel più alto dei cieli (Silvano Agosti, 1977)

Uno dei momenti forti.
 

Film bizzarro, che avevo già visto nel 2008.

Un gruppo di persone che ha un'udienza con il Papa si trova bloccato in un grande ascensore in Vaticano. Passano le ore, e non c'è verso di capire nemmeno se l'ascensore stia salendo o sia fermo: in breve tempo tutti iniziano ad uscire di senno, e ognuno di loro tira fuori il peggio di sé. 

Film a tesi, che stupisce per come riesce a non annoiare nonostante sia quasi interamente ambientato in una stanza di pochi metri. Qualche passaggio è risolto in modo sbrigativo, forse; ma nel complesso la vicenda è resa molto bene. Certo, la parti in cui i personaggi discutono di marxismo sono fatalmente invecchiate, ma per fortuna sono soltanto pochi momenti.

Discreto il cast, anche se qualche attore non è il massimo della vita, soprattutto se si considera il fatto che quasi tutto l'audio è in presa diretta, cosa insolita nel cinema italiano del periodo. 

Rivisto dopo anni nel bluray Oblivion. 

Il rosso segno della follia (Mario Bava, 1970)

Dagmar Lassander bacia Steve Forsyth.   Thriller di Bava che non avevo mai visto. Girato al risparmio, è un film dalla storia produttiva tor...