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| Un condivisibile messaggio di Tajoli. |
Primo film da protagonista del cantante Luciano Tajoli, a quei tempi molto popolare.
Girato interamente a Milano e sceneggiato (tra gli altri) da Dino Risi, vede Tajoli che tenta di uccidersi gettandosi nel Naviglio. L'uomo viene salvato da Carlone (Carlo Ninchi, grandissimo), un accattone dal cuore d'oro a capo di una sorta di corte dei miracoli. Il buon Luciano riacquista pian piano la voglia di vivere nonostante il suo handicap fisico, e finisce per sposare la splendida Anna (Antonella Lualdi, anche lei semi-esordiente): la ragazza tra l'altro ha recuperato la vista da poco, dopo la classica costosa operazione resa possibile proprio grazie alla voce flautata di Tajoli.
La trama è quello che è, ma il film scorre via piacevolmente, anche in virtù della sua apprezzabile brevità: la copia recentemente trasmessa da Rete 4 arriva infatti a stento a 76 minuti, per chiudersi su un finale tanto brusco quanto illogico: come mai al matrimonio di Tajoli non c'è nessuno, nemmeno Carlone? Boh.
Carlo Ninchi si conferma attore di razza, anche se come fratello maggiore della Lualdi è poco probabile: aveva infatti 35 anni più di lei. Tajoli si difende grazie al doppiaggio, come accadrà regolarmente in tutte le pellicole che girerà nel corso degli anni Cinquanta: qui ha la voce del grande Gualtiero De Angelis.
Rivisto dopo 10 anni, stavolta in una copia visivamente ottima che rende giustizia agli esterni milanesi, ma con un audio talvolta arduo da decifrare.