
Dagmar Lassander bacia Steve Forsyth.
Thriller di Bava che non avevo mai visto.
Girato al risparmio, è un film dalla storia produttiva tormentata: purtroppo non l'unico nella carriera del regista sanremese. Tecnicamente valido, ha una bella colonna sonora (molto presente), qualche finezza registica e un'atmosfera che complessivamente funziona bene. Forse le zoomate sono un po' troppe, ma in quel periodo usava così.
L'unica pecca è la trama, che resta poco interessante e giunge ad un colpo di scena finale abbastanza telefonato. C'è il solito commissario sospettoso che ha già capito tutto, un pazzo che vaneggia dopo un misterioso trauma infantile... niente di nuovo, insomma. Bava qui - come altrove - gioca con il pubblico in modo scoperto, come quando mostra il trenino di un plastico dopo la sequenza girata su un vero treno, facendo credere che stiamo vedendo il solito modellino visto in cento altri film.
Visto in una copia rimediata fortunosamente, purtroppo con un mediocre ridoppiaggio: pare infatti che la colonna originale italiana sia irreperibile da tempo.








