10 agosto 2026

Il primo dei bugiardi (Ricky Gervais e Matthew Robinson, 2009)

La splendida Jennifer Garner.
 

Questo The Invention of Lying è il primo film da regista di Ricky Gervais, grande comico inglese.

Ambientato in un mondo dove le bugie non esistono, parte da uno spunto senz'altro gustoso, ma lo svolgimento ha qualche pausa di troppo a mio parere. Il cast è eccellente, e Jennifer Garner qui è ancora bellissima, ma si ride meno del previsto. Non manca qualche tocco deliziosamente blasfemo, ma resta l'impressione che si potesse osare di più, specialmente avendo presente i testi di Gervais a teatro.

Camei di Philip Seymour Hoffman e Edward Norton, tra gli altri. 

Visto nel dvd italiano. 

09 agosto 2026

Il giorno sbagliato (Derrick Borte, 2020)

Crowe inizia a innervosirsi sul serio.
 

Thriller con Russell Crowe nel ruolo del cattivo.

L'assunto è interessante: le conseguenze estreme di un banale scambio di opinioni tra estranei ad un incrocio. Da lì parte l'odissea della povera ragazza, stupida quanto basta a dirla tutta, perseguitata dal pazzo maniaco pronto a tutto.

Filmetto che ho seguito con piacere, nonostante sia fondamentalmente una cazzatona. Ne ho comunque apprezzato la brevità (solo 87') e la prova di Crowe, tra l'altro notevolmente appesantito e sempre più simile a Bud Spencer.

Tra i non pochi difetti: l'inutile esagerazione del finale, con questa donnetta di forse 49 kg che regge senza problemi una dozzina di sganassoni di Crowe, che pesa 4 volte lei e l'avrebbe verosimilmente mandata al creatore anche solo con un paio di schiaffoni. Vabbè.

Visto nel dvd italiano. 

05 agosto 2026

A Working Man (David Ayer, 2025)

Statham interroga a modo suo.
 

Action co-prodotto da Sylvester Stallone con Jason Statham.

Stringi stringi, la storia è sempre la stessa. Qui Statham è un onesto muratore, ma quando la figlia del suo datore di lavoro viene rapita ovviamente salta fuori il suo passato di soldato, e l'uomo si mette alla ricerca di questa Jenny, che è stata presa dalla mafia russa oltretutto.

Filmetto svelto, ben diretto e con qualche personaggio secondario gustoso. Inutile perdere tempo ragionando sulla plausibilità di tutta la vicenda: Statham, sempre con la sua tabella appesa nel suo appartamento per fare chiarezza al pubblico, non sbaglia un colpo e uccide 40-50 persone, minimo. Ma probabilmente anche di più, a un certo punto devo aver perso il conto.

Ridicola a dire poco la deriva à la Lara Croft di Jenny coi suoi rapitori, ma immagino che sia un inevitabile tributo da pagare alle sciocche convenzioni hollywoodiane odierne. Per le quali una donna deve essere sempre in grado di tenere testa a un uomo, anche se lei è una 17enne di 55 kg e lui un cristone grande e grosso come un orso e armato fino ai denti. Amen. 

Visto in una ottima copia recuperata in modo fortunoso. 

01 agosto 2026

Mechanic: Resurrection (Dennis Gansel, 2016)

Statham al lavoro.
 

Secondo capitolo delle avventure di Arthur Bishop, giunto a cinque anni di distanza da Professione assassino.

Il nostro eroe ormai si è ritirato a vita privata sotto falso nome, ma viene rintracciato e messo di fronte a un ricatto: dovrà uccidere tre uomini, altrimenti la sua bella (Jessica Alba, nientemeno) farà una brutta fine. 

La storia è poca cosa, e la liaison tra Statham e la Alba quantomeno improbabile; per non parlare di certi momenti d'azione che coinvolgono la ragazza, buttati là senza il minimo senso solo per far vedere che anche le donne possono picchiare come gli uomini ecc. ecc.

Fesserie a parte, il film non annoia e regala almeno una sequenza notevolissima: quella dell'omicidio nella piscina sospesa del grattacielo.

Girato tra Brasile, Thailandia, Australia e Bulgaria, vede uno Statham in perfetta forma: parla poco e ammazza molto. Nel cast si segnala anche un pauroso Tommy Lee Jones, al limite della macchietta ma tutto sommato simpatico. Il cattivo della situazione invece (tale Sam Hazeldine) è insipido, ma Jessica Alba è ancora uno spettacolo della natura a 35 anni, bontà sua.

Visto nel dvd italiano. 

28 luglio 2026

Tenente Kojak: il caso Nelson è suo! (Joseph Sargent, 1973)

Il tenente Kojak.
 

Episodio pilota della nota serie tv, che personalmente amo molto.

Lungo (138') e con qualche brusco stacco di montaggio che fa pensare a una durata originaria ancora maggiore, è piuttosto diverso dal telefilm che ne verrà tratto. Mancano infatti tutti gli storici personaggi secondari: Crocker, Stavros, Rizzo e il capitano McNeill non si vedono proprio.

Kojak qui è alle prese con due casi, intrecciati tra loro: un tentato stupro e il brutale omicidio di due giovani ragazze. Il colpevole sarebbe un giovane afroamericano, che ha confessato tutto con dovizia di particolari. Ma Kojak sente puzza di bruciato, e decide di approfondire le indagini, anche a costo di mettersi contro mezzo dipartimento di polizia.

Ben fatto, anche se la lunghezza mi è sembrata eccessiva. Kojak è già lui, sebbene qui sia scritto Kojack, con una C in più che poi sparirà nella serie tv. La questione razziale viene presa di petto, cosa che negli Stati Uniti del 1973 doveva essere di una certa importanza.

Visto nel dvd italiano, che presenta la versione integrale, reintegrando le parti tagliate all'epoca dell'uscita in sala con i sottotitoli.

27 luglio 2026

Juventus, primo amore (Angelo Bozzolini, 2025)

Le Roi Michel alle prese con Vullo.
 

Bel documentario Rai sulla Juve del decennio 1975-1985, che vinse molto e - soprattutto, nella mia ottica di milanista - fu l'ossatura della Nazionale campione del mondo in Spagna.

Ben montato e realizzato, abbonda di materiale di repertorio di grande interesse. Tra gli intervistati ci sono Tardelli, Platini, Boniek e Bonini, oltre a qualche tifoso bianconero eccellente. Fa macchia Enrico Vanzina, noto romanista, che c'entra come i cavoli a merenda.

La mia nostalgia per il fùtbol di quel periodo è talmente grande che mi fa vedere con simpatia calciatori di squadre che al tempo non potevo proprio soffrire. Chi l'avrebbe mai detto.

Visto su Raiplay. 

Professione assassino (Simon West, 2011)

Lo sguardo del protagonista.
 

Thriller d'azione con Jason Statham, remake dell'omonimo film con Charles Bronson del 1972.

Intrattenimento di buon livello, per chi ama il genere: la storia è abbastanza classica, e le scene d'azione non sono tirate troppo per le lunghe. I personaggi principali sono centrati, anche se Ben Foster nei panni del pupillo di Statham mi è sembrato debole. Il vecchio leone Donald Sutherland si vede poco, purtoppo.

Chiaramente non possono mancare scazzottate, raffiche di pallottole ed esplosioni di vario tipo. Per una serata di onesto disimpegno cerebrale.

Visto in un'ottima copia rimediata fortunosamente. 

 

25 luglio 2026

Predator (John McTiernan, 1987)

 

Il compagno Schwarzy.

Il film truzzo per antonomasia dei ragazzini anni Ottanta che (incredibile a dirsi) ho recuperato per intero per la prima volta.

Non è decisamente il mio tipo di pellicola: esplosioni, mitragliate e nemici che saltano in aria a destra e a manca. Posso però riconoscere alcuni pregi, come la regìa svelta e le giuste facce, quella di Sonny Landham su tutte. Per il resto è un mix piuttosto classico di azione, guerra e persino fantascienza, con l'alieno misterioso che uccide i nostri eroi nella giungla, uno ad uno, per motivi tutti suoi.

Schwarzenegger certamente non delude in un ruolo ritagliato su misura, ma la vicenda non interessa mai più di tanto, e gli effetti speciali oggi fanno sorridere.

Visto in un'ottima copia rimediata fortunosamente. 

22 luglio 2026

48 ore (Walter Hill, 1982)

 

Il primo incontro.

Poliziesco diretto dal grande Walter Hill, film d'esordio di Eddie Murphy.

Murphy e Nick Nolte sono ovviamente come cane e gatto, specialmente all'inizio. Col tempo inizieranno a rispettarsi, e riusciranno a risolvere il caso (rintracciando due evasi pazzi ed assassini) entro le fatidiche 48 ore del titolo.

Film convenzionale, con molti stereotipi (il rapporto tra Nolte e la fidanzata) e qualche inevitabile battuta a sfondo razziale. Molto violento e volgare, fu un enorme successo e lanciò la carriera di Murphy, qui già doppiato dall'ottimo Tonino Accolla. L'ironia non manca, ma resta fondamentalmente un film d'azione, che procede con ritmo svelto e giunge ad un finale quasi nichilista.

Visto in una ottima copia rimediata in modo fortunoso. 

The Beekeeper (David Ayer, 2024)

 

Arriva l'apicultore.
 

Recente action americano con Jason Statham protagonista.

Statham qui è un beekeeper, una sorta di vecchio saggio che pratica l'apicoltura e si fa i fatti suoi in mezzo alla campagna. Quando la sua unica amica si uccide per la vergogna di aver subìto una truffa informatica, l'uomo riprende i panni dell'agente delle forze speciali e decide di fare giustizia a modo suo, e cioé seminando cadaveri come stuzzicadenti a un party estivo.

Film misero, e stupidello. Statham fa il suo, e dice 20/25 parole in tutta la pellicola, ma gli altri personaggi? Alcuni sono mediocri, come la figlia della donna suicida e il suo collega, entrambi agenti dell'FBI. Altri sono ridicoli: la nuova beekeeper in gonnella (e ti pareva) o ancora l'irritante beota figlio della presidente degli USA. Sprecato Jeremy Irons in una parte minore e di spessore nullo.

Il personaggio di Statham a mio parere è comunque eccessivo: un supereroe in grado di decimare interi eserciti a mani nude senza farsi un graffio. Ed è meglio sorvolare su alcune badiali sciocchezze, come quando l'agente FBI trova un libro intatto su un pick-up dopo l'esplosione del distributore di carburante che ha generato 2000 gradi lì intorno.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

Il primo dei bugiardi (Ricky Gervais e Matthew Robinson, 2009)

La splendida Jennifer Garner.   Questo  The Invention of Lying è il primo film da regista  di Ricky Gervais, grande comico inglese. Ambient...