26 febbraio 2026

Le macchine che distrussero Parigi (Peter Weir, 1974)

La Porsche data alla fiamme.
 

Il primo film del futuro regista di The Truman Show è un bizzarro viaggio in un paesetto dell'Australia rurale, dove la gente uccide i forestieri per derubarli e utilizzare i pezzi delle loro auto. Sempre che io abbia compreso la trama, che definire assurda è anche poco.

Classico film più strano che riuscito, resta troppo fumoso per suscitare del vero interesse nello spettatore odierno. La colonna sonora cita (per non dire plagia) Morricone in un paio di sequenze.

Visto in una ottima copia di origine incerta. 

24 febbraio 2026

Essi vivono (John Carpenter, 1988)

Brutti incontri in edicola.
 

Grande classico carpenteriano che ho rivisto con molto piacere.

Parabola sociale travestita da fumettone horror, è un film gradevole e divertente. Certo, gli attori sono quello che sono (come quasi sempre nelle opere del regista) e la seconda metà forse non è all'altezza della prima. Il film però procede in modo svelto e giunge ad un finale di ottimo effetto.

La svolta a sorpresa che arriva dopo circa mezz'ora è sempre un bel colpo, anche quando si conosce già la vicenda. Rimasta celebre l'infinita scazzottata tra Roddy Piper e Keith David, talmente lunga da toccare vette parossistiche.

Rivisto dopo circa dieci anni nel solito dvd Eagle. 

  

23 febbraio 2026

...e la Terra prese fuoco (Val Guest, 1961)

I colleghi in redazione.
 

Classico della fantascienza apocalittica diretto dall'esperto Val Guest.

Cambiamenti climatici improvvisi, insopportabili ondate di calore: tutto molto attuale, se vogliamo. Ma qui lo sconvolgimento delle condizioni meteo nella solitamente fresca Inghilterra è dovuto a delle esplosioni atomiche, che hanno addirittura fatto ruotare il pianeta sul suo asse. Terremoti, alluvioni, fitta nebbia in piena estate: riuscirà la Terra a salvarsi? Mistero.

Senza dubbio un film valido, che si concentra molto sul lavoro di redazione di un quotidiano londinese e lascia poco spazio a teorie del complotto e fesserie varie. Estremamente dialogato, è girato in un bel bianco e nero, ma si apre e chiude con delle sequenze virate in rosso, che danno un bell'effetto.

Visto nel dvd italiano Sinister. 

21 febbraio 2026

Catch - La memoria tra le corde (Paolo Spagnuolo, 2025)

La locandina del documentario.
 

Gustoso documentario (58' circa) sulla storia dei fratelli Angelo e Pasquale Giusto, lottatori di catch negli anni Cinquanta e Sessanta.

Originari del piccolo paese di Fontanarosa (AV), divennero lottatori professionisti e girarono il mondo, per poi ritirarsi presto. Entrambi lavorarono anche nel cinema, come cascatori, per il loro fisico prestante e le notevoli capacità acrobatiche.

Una bella storia, pressoché sconosciuta e dimenticata da tutti ma meritoriamente riportata a galla quando almeno uno dei due fratelli (Pasquale, classe 1938) è ancora in vita. Angelo era invece del 1933, ed è morto nel 2021, senza purtroppo fare in tempo a vedere questo omaggio, bello quanto sentito.

Il film riesce a far riemergere dalla polvere del tempo un intero periodo: la ricostruzione storica è lasciata allo storico del catch Roberto Amato, ex lottatore a sua volta. L'intervista a Pasquale Giusto invece meriterebbe un capitolo a parte: la sua impagabile verve dialettale regala i momenti migliori, e fa venire voglia di vedere, un giorno, un Director's cut di tre ore.

Visto in una proiezione pubblica, in occasione di un evento relativo al wrestling, alla presenza del regista. 

18 febbraio 2026

Quel giardino di aranci fatti in casa (Herbert Ross, 1982)

Un barbuto Walter Matthau.
 

Noiosa commedia con Walter Matthau e Ann-Margret.

Ragazzina di New York va in California per conoscere il padre, che non ha praticamente mai visto, nella speranza che il babbo la aiuti nella sua improbabile carriera di attrice ad Hollywood. L'incontro però non è molto promettente. 

Tratto da una pièce di Neil Simon, è un film verboso e con personaggi poco interessanti. La figlia poi, interpretata dalla sconosciuta Dinah Manoff, è davvero antipatica. Ho abbandonato dopo 35 minuti.

Visto nel dvd italiano Sinister. 

In gara con la luna (Richard Benjamin, 1984)

Il giovane Sean Penn.
 

Commedia dal retrogusto dolceamaro diretta da un regista di indubbio mestiere.

Siamo in un piccolo paese della California nel 1942. Henry e Nick sono amici, ed entrambi stanno aspettando di partire per la guerra. Mentre Nick è scanzonato e superficiale, Henry è un animo più sensibile, e si innamora come una pera cotta della bella Caddie non appena la vede alla biglietteria di un cinema. 

Film oggi poco noto, nonostante la presenza di due futuri divi come Sean Penn e Nicolas Cage. Il rapporto tra i due amici forse è la cosa che funziona meglio: più banale il racconto della passione tra Penn ed Elizabeth McGovern, che al tempo delle riprese aveva appena finito di girare C'era una volta in America, tra l'altro.

Ambientazione gradevole e ben sfruttata, personaggi secondari incolori. C'è anche l'onnipresente Michael Madsen, in un ruolo marginale.

Visto nel dvd italiano Sinister. 

 

16 febbraio 2026

Il signore del male (John Carpenter, 1987)

La chiesa del film.
 

Altro horror di John Carpenter che non rivedevo da qualche lustro.

Opera che gode oggi di un culto notevole, ha confermato in me il vago, polveroso ricordo che ne serbavo, e cioé quello di un film complessivamente deludente. La storia intriga soltanto all'inizio, ma perde di interesse a mano a mano che il film avanza, anche a causa delle ristrettezze del budget. Il film infatti fu girato con pochi mezzi, e ne risentono tanto l'ambientazione quanto il cast, composto da attori mediocri, a volte persino tremendi. Certo, Donald Pleasence è molto bravo, ma certo non salva il film da solo.

Anche se il finale è di grande effetto, la vicenda non mi ha mai preso davvero, e la minaccia dei barboni-zombi che circondano la chiesa è un altro dei tanti spunti potenzialmente validi che non diventano mai inquietanti, purtroppo.

Rivisto dopo una vita nel dvd italiano Dell'Angelo. 

Il seme della follia (John Carpenter, 1994)

Non leggi Sutter Cane?
 

Grande horror carpenteriano che non rivedevo da molto tempo.

Costruito in modo intelligente e con grande gusto, mi provoca sempre un senso di inquietudine, che va ben oltre la reazione ai classici momenti di spavento (talora un po' facili) disseminati qua e là nel corso della storia.

Carpenter conosce il genere come le sue tasche e resta sempre terribilmente serio, riuscendo a sfruttare in modo eccellente la trovata, che immagino non fosse nuova nel 1994, dei protagonisti che entrano senza volere in un romanzo, diventando personaggi manovrati loro malgrado dall'autore. C'è di che riflettere, a posteriori: ma il film resta godibile anche ad una visione superficiale, e si chiude splendidamente.

Ottimi Sam Neill e il luciferino Jurgen Prochnow, così come la colonna sonora, curata - al solito - da Carpenter in prima persona.

L'inquietante chiesa gotica di Hobb's End è in realtà la Cattedrale della trasfigurazione di Markham, in Canada:

Rivisto dopo anni nel bluray italiano. 

13 febbraio 2026

E Johnny prese il fucile (Dalton Trumbo, 1971)

Il momento-chiave.
 

Unico film da regista dello scrittore Dalton Trumbo, tratto dal suo romanzo più noto.

Il giovane Joe parte volontario con l'esercito degli Stati Uniti per la prima guerra mondiale. Colpito da una bomba, rimane orribilmente menomato, ma incredibilmente sopravvive. Considerato un vegetale dai medici, è in realtà ancora presente a sé stesso, ma non ha modo di farlo sapere, e persino la sua identità è sconosciuta a tutti.

Che razza di film si facevano, negli anni Settanta. Strani, bizzarri, potenti. Questo esordio di Trumbo è a dir poco particolare, dato che lo scrittore aveva già 65 anni quando lo diresse; rimase ovviamente il suo unico lavoro dietro la macchina da presa, anche perché purtroppo andò male al botteghino.

Film straziante, e bellissimo. Diviso tra le parti con il protagonista Joe ridotto ormai a un "pezzo di carne" (girate in b/n) e i sogni, ricordi e flashback della sua vita (a colori), regala emozioni e fa riflettere. Non è poco. Certo, qualche momento eccessivamente felliniano io lo avrei forse evitato, ma nel complesso ho avuto la sensazione di stare vedendo qualcosa di importante.

Visto in una ottima copia derivata da bluray, credo. 

10 febbraio 2026

Quella sporca ultima meta (Robert Aldrich, 1974)

La "Mean Machine" a rapporto. 
 

Un classico degli anni Settanta che non avevo ancora visto.

Mezzo carcerario e mezzo film sportivo, narra lo svolgimento di una epica partita di football americano tra guardie e detenuti: Burt Reynolds, ex campione di questo sport, viene chiamato a dirigere la squadra dei galeotti, ovviamente.

Discreto film, con qualche bel tocco di regìa e personaggi caratterizzati in modo spiccio, ma troppo centrato sul football per interessarmi più di tanto. Lo spazio dedicato alla partita, infatti, arriva a ben tre quarti d'ora. Tra l'altro il football nel nostro doppiaggio diventa magicamente rugby, il che spiega il titolo italiano.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

Le macchine che distrussero Parigi (Peter Weir, 1974)

La Porsche data alla fiamme.   Il primo film del futuro regista di The Truman Show è un bizzarro viaggio in un paesetto dell'Australia ...