
Figlia e padre, verso la fine.
Interessante film autobiografico diretto da Francesca Comencini, una delle tre figlie di Luigi.
La storia, che copre un arco di circa 25 anni, affronta il rapporto tra padre e figlia in modo diretto, talvolta brutale, senza lasciare spazio a nient'altro. Tanto che il resto della famiglia, madre compresa, non viene mai mostrato. Esistono solo loro due, Comencini padre e figlia, con le loro complicità, il loro affetto e gli inevitabili dissensi, che si acuiscono durante la turbolenta adolescenza di Francesca: la ragazza infatti cade nella tossicodipendenza, e il padre fa quello che può per aiutarla.
Film diseguale, ma intenso, sentito e profondo, almeno a tratti. Alcuni momenti di scontro tra i due protagonisti mi hanno commosso per la loro autenticità: anche grazie alle ottime interpretazioni di Fabrizio Gifuni (eccellente, e molto somigliante al regista) e Romana Maggiora Vergano, che personalmente non conoscevo.
Forse il simbolismo della sequenza finale è un po' azzardato, e c'è qualche scena urlata di troppo come sempre nel nostro cinema contemporaneo: ma nel complesso mi è rimasta la sensazione di un buon film, oltre che di un atto d'amore per il cinema. Non è poco.
Visto in una copia rimediata fortunosamente.
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