Dramma di Antonioni ambientato nel mondo del cinema romano.
Lucia Bosé è una diva del grande schermo. Giovane e bellissima, è però incapace di godersi la vita ed il successo; sposa un uomo che non ama e si fa manovrare come un burattino. Schiava di un moralismo che oggi suona francamente eccessivo, finisce per cadere davvero in basso nel finale, che è forse la cosa migliore della pellicola.
Opera senz'altro di livello, anche se non mi ha preso molto a livello emotivo. La protagonista è troppo passiva, e come personaggio centrale non funziona granché. Tra l'altro Antonioni aveva scelto Gina Lollobrigida per il ruolo, ma la Lollo si tirà indietro all'ultimo minuto, con tanto di causa penale a seguire.
Ad ogni modo il comparto tecnico è eccellente: bellissime le musiche di Giovanni Fusco, eccellente la fotografia in b/n di Enzo Serafin. La regìa è elegante, con lunghi piani sequenza piuttosto elaborati per l'epoca. Andrea Checchi e Gino Cervi sono perfetti per i rispettivi ruoli, così come Alain Cuny per quel poco che si vede. Più loffio Ivan Desny, (altro personaggio debole) nobilitato comunque dalla voce di Emilio Cigoli.
Rivisto (o meglio visto, dato che non ricordavo affatto di averlo già visionato nel 2012) in un'ottima copia di origine ignota.

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