23 gennaio 2024

L'orizzonte dipinto (Guido Salvini, 1941)

Una scena corale in palcoscenico.

Gran bel titolo e cast stellare per quest'opera di Guido Salvini, noto regista teatrale che diresse anche un pugno di pellicole nel corso degli anni Quaranta e Cinquanta.

E vengono narrate proprio le vicende di una compagnia teatrale, non a caso. Gli attori attraversano delle grosse difficoltà: prima mancano i soldi, poi un incendio distrugge le scene, la prima attrice protesta perché non si ritiene valorizzata a dovere e così via. Nel frattempo, emerge il talento di una giovane stella destinata a grandi palcoscenici (Luisella Beghi, deliziosa).

Film molto interessante. Davvero meraviglioso, dopo oltre ottant'anni, veder recitare mostri sacri quali Memo Benassi, Armando Falconi, Cesco Baseggio e addirittura Ermete Zacconi, qui già ultraottantenne e praticamente nel ruolo di sé stesso. Paolo Stoppa e Carlo Campanini sono già perfettamente calati nei ruoli che porteranno avanti per tutta la vita, mentre appaiono anche Arnoldo Foà e Valentina Cortese, in parti minori.

Forse nello sviluppo della vicenda qualche conto non torna proprio a dovere, ma la storia di questa giovane ragazza (che ricorda vagamente quella di È nata una stella) è gustosa, e a tratti persino commovente.

Visto nel dvd RHV.


 

Nessun commento:

Posta un commento

Troppo belle per vivere (Michael Crichton, 1981)

La bella Cindy.   Sciocco titolo italiano per questo Looker , un thriller diretto da Michael Crichton. Dopo un intrigante inizio quasi depal...