08 dicembre 2024

La violenza: quinto potere (Florestano Vancini, 1971)

Un barbuto Enrico Maria Salerno.

Eccellente esempio di cinema civile diretto da Vancini con un ricchissimo cast.

Tratto da una pièce teatrale di Giuseppe Fava, è un solido dramma ambientato perlopiù in tribunale. Racconta un processo per mafia destinato a condannare soltanto uno dei sedici imputati: l'unico che ha deciso di confessare. Tra imbrogli, false testimonianze e connivenze varie, tutti gli altri mafiosi riescono a farla franca, uscendone puliti.

Film duro, ottimamente scritto e diretto, vanta interpretazioni di prim'ordine. Mario Adorf, Enrico Maria Salerno, Riccardo Cucciolla e Gastone Moschin sono eccellenti, ma a commuovere ed emozionare sono soprattutto Guido Leontini e un inedito Ciccio Ingrassia.

La casa in Sicilia dove va a vivere Ingrassia con la sua famiglia è in realtà nel quartiere romano di Spinaceto, in via Giovanni Frignani:



Il film è misteriosamente scomparso dai nostri palinsesti televisivi, ed è tuttora inedito in digitale. Ho quindi dovuto rivederlo (dopo 17 anni) nella solita copia da vhs Ricordi.

 

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