Deludente documentario sul regista pugliese Fernando Di Leo.
Tecnicamente a metà strada tra il grezzo e l'inaccettabile, propone molte interviste a persone che ebbero a che fare con Di Leo, parenti compresi. Non mancano spunti interessanti qua e là, ma la confezione è troppo brutta per essere salvata: in particolare il missaggio audio - che sovrappone musica di sottofondo alle parole degli intervistati, rendendole spesso incomprensibili - è da denuncia penale.
Sorvolerei (per non correre il rischio di diventare villano) sui risibili vezzi autoriali della signora Farina, roba più adatta a un cortometraggio girato in video a metà anni Novanta con gli amici del liceo che non a un prodotto del genere. Peccato, un'occasione persa.
Visto tra gli extra del bluray inglese 88 Films di Diamanti sporchi di sangue.

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