L'ultimo film a tutt'oggi di von Trier, regista che conosco poco.
Matt Dillon è uno strano serial killer psicopatico che dialoga con un personaggio misterioso mentre sullo schermo scorrono alcuni dei suoi numerosi omicidi. Alla fine si scopre che il suo interlocutore è il poeta Virgilio (Bruno Ganz, che morirà un anno dopo), ormai pronto a condurre l'assassino all'inferno.
Che dire. Spesso ho avuto l'impressione che il regista stesse scherzando, sovvertendo in modo quasi sistematico le convenzioni del genere. Peraltro non mancano scene molto forti, con un cinismo di fondo al limite del fastidioso. Ad ogni modo il film si segue senza problemi, anche se dura quasi due ore e mezzo: visivamente ha un che di affascinante, mentre molti dei torrenziali dialoghi suonano banali. Imperdonabile, poi, qualche scivolata kitsch nella parte finale.
Visto in una ottima copia di origine incerta.

Nessun commento:
Posta un commento