30 novembre 2025

L'armata Brancaleone (Mario Monicelli, 1966)

Brancaleone ingabbiato.
 

Storico titolo della commedia all'italiana che riscosse un enorme successo di critica e pubblico.

Lo vidi in vhs circa 25 anni fa e non mi fece una grande impressione: rivisto oggi mi è sembrato ottimo. Rapsodico, forse un pochino lungo, è comunque un film invecchiato bene. Ambientazione e musiche sono eccellenti, così come il cast con Vittorio Gassman nel ruolo principale. La storia procede accumulando avventurette e situazioni fondamentalmente scollegate tra loro, ma il film mantiene un discreto ritmo.

Si ride, ma più spesso si ammira la bellezza di paesaggi e costumi. Tra gli attori primeggia a mio parere Enrico Maria Salerno, straordinariamente sopra le righe nei panni di un monaco dalla vocetta squillante: la sequenza del cavalcone è la cosa più spassosa della pellicola. Da citare il bravo Carlo Pisacane, quasi ottantenne al tempo delle riprese, oltre alla meravigliosa Catherine Spaak, qui ventenne, che si concede anche un mezzo nudo coperto dalla vegetazione sul lago. Applausi.

Visto in una ottima copia di origine incerta. 

27 novembre 2025

Un caso di coscienza (Giovanni Grimaldi, 1970)

Il gruppo dei sospettati riunito.
 

Commedia vagamente satirica col bravo Lando Buzzanca protagonista.

Quasi interamente ambientata nell'immaginario borgo siciliano di Maddà, vede il solito gruppo di notabili che cerca di scoprire chi sia il cornuto del paese, di cui si parla in una lettera pubblicata da una rivista per signore. Gelosie e sospetti iniziano ben presto a rovinare la vita di quasi tutti, fino al drammatico finale.

Già dal titolo si capisce che siamo abbastanza lontani dalle farse scatenate che Buzzanca girava in quegli anni. Il testo poi è tratto addirittura da Sciascia, e la cosa si sente, quantomeno a livello di impianto teorico. Certo, la regìa di Grimaldi non è il massimo, e il film è spesso troppo lento. Discreto il cast, in cui spicca il grande Saro Urzì, oltre a un Michele Abruzzo oscenamente parrucchinato. C'è anche Elio Zamuto, qui al suo esordio nel cinema.

Vsito in una copia di origine ignota, forse vhs. 

24 novembre 2025

Bella addormentata (Marco Bellocchio, 2012)

Tognazzi e Riondino nel buio.
 

Film di Bellocchio sul caso di Eluana Englaro, sul quale vennero versati i proverbiali fiumi di inchiostro.

L'ho interrotto dopo un'ora, ed è la seconda volta che mi accade con un film del regista emiliano. L'inizio è faticoso: si salta continuamente di qua e di là, con delle inutili didascalie che dovrebbero aiutare lo spettatore ad orientarsi. La narrazione procede su tre binari, uno dei quali narra la ridicola storiella d'amore tra due ragazzi, che non si capisce bene cosa c'entri col resto del film.

E poi diciamolo apertamente: chi, sano di mente, si potrebbe innamorare di colpo, in 10 secondi, di Alba Rohrwacher? Ma è solo uno dei tanti punti deboli di un film debole di suo, tra attori inadeguati, personaggi risibili (Pipino, il fratello minore pazzoide), dialoghi che suonano falsi e la fotografia scura, a tratti inguardabile di Daniele Ciprì.

Bellocchio avrebbe voluto raccontare la follia dei nostri tempi, fin dall'inizio, tutto giocato sul modo in cui i mass media trattarono il caso Englaro. Ma ha messo troppa carne al fuoco, e non è riuscito a controllare il film in modo rigoroso come sarebbe stato necessario. Invece di un grande affresco sull'Italia contemporanea è venuto fuori il solito filmetto, che ovviamente ha strappato applausi a buona parte della nostra servile critica cinematografica.

Nel cast, niente da eccepire sui bravi Toni Servillo e Roberto Herlitzka. C'è anche il mitico Gigio Morra, tra l'altro.

Visto nel dvd italiano 01. 

21 novembre 2025

Un dramma borghese (Florestano Vancini, 1979)

La giovane protagonista.
 

Torbido dramma tratto da un romanzo di Guido Morselli pubblicato postumo.

Franco Nero è uno scrittore che decide di passare un periodo di vacanza con la figlia 15enne (Lara Wendel, 14 anni al tempo delle riprese). I due quasi non si conoscono, dato che lei è sempre stata in un collegio di suore. Tra padre e figlia si sviluppa un rapporto prima strano, quindi morboso e infine al limite dell'incesto: l'inatteso arrivo di Dalila Di Lazzaro farà salire ulteriormente la tensione.

Film cupo e lolitesco, quasi tutto girato in un albergo sul lago di Como e molto dialogato. Nero funziona bene, mentre la Wendel si concede all'obiettivo come in Italia era possibile soltanto a fine anni Settanta, per una quattordicenne.

Visto in un'ottima copia di origine ignota. 

19 novembre 2025

Vacanze a Natale (Robert Siodmak, 1944)

Brutte notizie in arrivo.
 

Incongruo titolo da commedia per questo fosco dramma sentimentale con venature noir.

Tutto narrato a colpi di flashback, racconta la storia di Deanna Durbin, che ha il maritino in prigione per omicidio da un paio d'anni. Lei lo ama ancora, ma lui cova del rancore, per qualche motivo. Così l'uomo evade e la va a trovare: finale tragico.

Film non molto riuscito, nonostante la regìa elegante di Siodmak. La Durbin è deliziosa, ma Gene Kelly è fuori parte e la struttura a salti temporali non aiuta.

Visto nel dvd italiano Sinister. 

 

17 novembre 2025

Il racconto del Vajont (Marco Paolini, 1997)

Paolini e la sua lavagna.
 

Spettacolo teatrale trasmesso in diretta televisiva dalla Rai il 9 ottobre 1997, a 34 anni esatti dal disastro del Vajont.

Lungo e dettagliato, offre anche qualche non disprezzabile tocco leggero, specialmente nella prima parte. La narrazione poi cresce di intensità quando ci si avvicina a quel giorno maledetto, quando una frana di dimensioni ciclopiche venne giù dal monte Toc e causò circa duemila morti nei paesi intorno alla diga, accanendosi in particolare su Longarone.

Ogni tanto si vede qualche immagine di repertorio, che dà ulteriore forza al testo, e Paolini ha una grossa lavagna dietro di sé, che peraltro utilizza poco. L'attore qui è riuscito in qualcosa di molto difficile, e gli vanno riconosciuti i suoi meriti: il finale poi emoziona davvero tanto, anche sapendo già quello che stava per succedere.

Visto su YouTube. 

 

15 novembre 2025

Ran (Akira Kurosawa, 1985)

Hidetora e i suoi tre figli.
 

Grandioso film di Kurosawa che non rivedevo da diversi anni.

Si tratta di un lungo (160') e potente affresco sulla dinastia degli Ichimonji. Quando il vecchio principe Hidetora decide di ritirarsi e lascia il potere ai suoi tre figli maschi, è l'inizio della fine.

Il film avvince ed affascina in modo incredibile già nei primi cinque minuti, e resta sempre su livelli altissimi. Non mancano i colpi di scena, ed è notevole il ruolo della principessa Kaede, che riesce a distruggere la casata degli Ichimonji con un piano machiavellico: non potendo manovrare il marito Taro, lo fa uccidere per poi passare al più malleabile Jiro, il fratello di mezzo.

Girato con grande dispendio di mezzi, offre scene di battaglia tra le più spettacolari mai viste al cinema, ma anche musiche e dialoghi sono impeccabili. Tra le battute memorabili: "Tutti nascono piangendo. E muoiono quando hanno pianto abbastanza".

Rivisto nel doppio dvd italiano StudioCanal. 

12 novembre 2025

La moglie del prete (Dino Risi, 1971)

Gli occhi dolci di Sophia.
 

Commedia di Dino Risi con la coppia storica Loren-Mastroianni.

La bella Sophia si innamora del timido pretino. Lui, dopo una iniziale quanto disperata resistenza, non può che cedere, ovviamente. Ma cosa ne penseranno le gerarchie ecclesiastiche? Il finale è ambiguo, ma non troppo.

Filmetto abbastanza divertente, ma non molto approfondito. Mi è piaciuta la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari, tra i quali il simpatico Pippo Starnazza. Bella anche tutta l'ambientazione veneta, mentre sui due protagonisti c'è poco da dire: bravissimi, come sempre.

Il tema del celibato sacerdotale era molto di moda in quel periodo, tanto che pochi mesi prima di questo film uscì Il prete sposato di Marco Vicario, di argomento analogo anche se più virato sulla commedia erotica.

Visto in una copia di origine ignota, con titoli di testa e di coda in tedesco. 

11 novembre 2025

Caccia selvaggia (Peter Hunt, 1981)

Lo sguardo inquietante di Bronson.
 

Bell'avventuroso con Charles Bronson e Lee Marvin.

Ambientato nel nevoso Yukon del 1931, vede Marvin e la sua ghenga cercare di stanare il vecchio lupo Bronson, che in realtà è più o meno innocente, avendo ucciso una dozzina di persona, ma soltanto per legittima difesa: cose che capitano.

Secondo me il film sconta lo scarso approfondimento del rapporto tra i due protagonisti, che hanno solamente una scena insieme. Entrambi sono ancora belli gagliardi, pur con qualche annetto sulle spalle. Nel cast secondario molte facce notevoli: c'è anche Carl Weathers, forse un po' fuori luogo nel Canada degli anni Trenta.

L'assedio alla capanna di Bronson è un bel pezzo di cinema d'azione: poi inizia il lungo inseguimento in mezzo alla foresta, in una situazione un po' à la Rambo, se vogliamo. Comunque il film avvince, anche grazie allo spettacolare paesaggio invernale.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

08 novembre 2025

Squadra speciale (Philip D'Antoni, 1973)

Joe Spinell interrogato dagli sbirri.
 

Poliziesco d'azione con Roy Scheider protagonista.

Molto ben realizzato in quanto a sparatorie e inseguimenti, non è però molto scorrevole: la storia zoppica, e in più punti non è chiara. Nel cast ci sono anche Tony Lo Bianco, un laido Joe Spinell e il grande stunt coordinator Bill Hickman, uno con una faccia che da sola fermava anche le locomotive, come Sergio Leone diceva a proposito di Charles Bronson.

Secondo me il film avrebbe potuto sviluppare in modo più organico il rapporto tra Scheider e Lo Bianco, la loro classica amicizia virile: pazienza. Resta comunque un film gradevole, e con un finale onesto e ben realizzato.

Visto nel dvd italiano Sinister. 

 

06 novembre 2025

Big Boss (Menahem Golan, 1975)

Lepke e signora.
 

Biografia del noto gangster Louis Lepke Buchalter, morto poi a Sing Sing sulla sedia elettrica nel 1944.

Non so perché, ma non mi ha preso, e l'ho fermato dopo tre quarti d'ora. Secondo me, manca decisamente di mordente, anche se Tony Curtis funziona bene nel ruolo centrale e l'inizio con il giovane Lepke che entra ed esce continuamente dal riformatorio è ben fatto.

Qualche riferimento a Il padrino di Coppola, tanto che nel cast ci sono anche Gianni Russo (doppiato da Gigi Reder) e Louis Guss.

Visto nel dvd italiano. 

Cop Land (James Mangold, 1997)

Un sorridente Stallone.
 

Dramma a sfondo poliziesco che non rivedevo da una vita, forse più di 25 anni.

Stallone è lo sceriffo mezzo tonto di Garrison, New Jersey: una cittadina che sembra tranquilla, anche perché ci vivono quasi solo poliziotti con le loro famiglie. In realtà c'è del marcio in città, e non serve nemmeno scavare troppo per rendersene conto.

Film di ottimo livello, ben costruito e con spunti molto sfiziosi e nemmeno troppo approfonditi, se vogliamo: tanto che ho pensato che potrebbero agevolmente trarne una serie tv da 12/24 puntate, oggi. Il cast comunque è stellare: oltre a un imbolsito Stallone, ci sono anche De Niro, Harvey Keitel, Ray Liotta e persino il grande Frank Vincent in un piccolo ruolo.

Ottima la sequenza della sparatoria finale, tutta girata in slow motion e praticamente senza sonoro, o quasi.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

03 novembre 2025

Senza sapere niente di lei (Luigi Comencini, 1969)

Leroy e la Pitagora.
 

Giallo sentimentale girato da Comencini tra Milano e Livorno.

Philippe Leroy è un cinico avvocato che aggancia una bella ragazza (Paola Pitagora) per motivi professionali. L'uomo infatti è deciso a trovare il modo per non far pagare 300 milioni alla compagnia presso la quale si era assicurata la madre della ragazza, morta da pochi giorni. La questione però si rivela più intricata del previsto.

Tratto da un romanzo (oggi irreperibile) di Antonio Leonviola, è un discreto film, più un dramma sentimentale che non giallo a mio parere. Leroy funziona, ma il film brilla soprattutto per la presenza di una spettacolare Paola Pitagora. "Cerca di avere pazienza, con me" dice lei a un certo punto allo spaesato avvocato.

Visto nell'ottimo bluray francese Camelia, dato che in Italia i film si restaurano ma poi non escono da nessuna parte. 

01 novembre 2025

5 donne per l'assassino (Stelvio Massi, 1974)

Ilona Staller, qui ancora pre-Cicciolina.
 

Giallo girato dall'esordiente Stelvio Massi, regista poi molto attivo nel poliziesco.

Filmato con discreto stile, ha dalla sua parte la bella musica di Giorgio Gaslini e una gustosa ambientazione pavese. Per il resto si naviga nella classica illogicità del genere, con il solito misterioso killer guantato che fa strage di belle ragazze, tutte in dolce attesa, per motivi non troppo chiari. La soluzione, inutile dirlo, sarà bizzarra quanto sorprendente.


Il cast è mediocre, ma è nobilitato dalla presenza di Giorgio Albertazzi, che tra l'altro non sapevo si occupasse anche di cinema. Battute a parte, Howard Ross è un improbabile commissario, mentre il parterre femminile si fa senz'altro apprezzare, con abbondanza di nudi.

Qualche zoomata di troppo e il solito macchiettistico vicecommissario meridionale completano il quadro. La visione non mi è dispiaciuta, ad ogni modo.

Nella prima parte del film si vede il Cimitero monumentale di Pavia:

 

Visto in una ottima copia, verosimilmente derivata dal bluray della Vinegar Syndrome uscito un paio d'anni fa.
 

 

Troppo belle per vivere (Michael Crichton, 1981)

La bella Cindy.   Sciocco titolo italiano per questo Looker , un thriller diretto da Michael Crichton. Dopo un intrigante inizio quasi depal...