29 settembre 2025

40 anni vergine (Judd Apatow, 2005)

Steve Carell.
 

Film di grande successo che ho abbandonato dopo una mezz'ora.

Punto primo: centotrentadue minuti di durata per una commedia demenziale? C'è di che rimanere perplessi. Carell ha un innegabile talento comico, e mi sta anche molto simpatico: ma in 30 minuti non ho mai riso una volta seguendo la storia, nonostante il valido cast secondario.

Speravo decisamente in qualcosa di meglio: peccato.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

Chi sta bussando alla mia porta (Martin Scorsese, 1967)

Keitel sul tetto con la fidanzata.
 

Esordio di Scorsese nel lungometraggio.

Il film venne realizzato nel corso di circa 4 anni; partì come cortometraggio e venne poi ampliato nel tempo, e la cosa inevitabilmente si avverte. Molto dialogato, racconta la storia di Harvey Keitel: da un lato c'è la sua compagnia di amici malavitosi di mezza tacca, dall'altro la sua storia d'amore destinata a finire male. Le due parti si alternano senza mai giungere a una vera fusione, ma la cosa non disturba più di tanto e la narrazione è comunque fluida.

Scorsese sa già girare in modo maturo, anche se qua e là non manca qualche classico vezzo da esordiente. Alcuni momenti sono invecchiati, ma nel complesso il film ha più pregi che difetti.

Visto nel dvd italiano, che ha un doppiaggio molto posteriore alla pellicola. 

28 settembre 2025

Franco e Ciccio sul sentiero di guerra (Aldo Grimaldi, 1970)

I due protagonisti.
 

Tremendo film della coppia sicula scritto (si fa per dire) da Aldo Grimaldi e Bruno Corbucci.

Tirato via in modo imbarazzante, spreca anche le potenziali gag verbali dei due. Tecnicamente è molto povero: la carovana in mezzo al deserto fa sorridere in modo involontario, dato che siamo palesemente nella solita campagna laziale. C'è anche Lino Banfi, nei panni di un mormone con sette mogli. Io comunque l'ho abbandonato dopo mezz'ora.

Visto in una copia full frame rimediata fortunosamente. 

27 settembre 2025

Armand (Halfdan Ullmann Tondel, 2024)

La madre di Armand sulle scale.
 

Dramma norvegese, opera prima di un 34enne nipote di Ingmar Bergman e Liv Ullmann.

Il film, che a tratti sembra una pièce teatrale filmata, narra di un gruppo di insegnanti e genitori che discute di un episodio potenzialmente delicato: le molestie sessuali che un bambino di sei anni avrebbe fatto a un suo compagno di classe. Da questo spunto emergono altri fatti, spiegati in modo più o meno chiaro.

Quasi interamente girato dentro una scuola, non mi ha convinto granché, anche se l'ho seguito senza problemi. Troppe scene allungate senza un motivo, come quando la madre del piccolo Armand si mette a ridere per qualcosa come cinque minuti filati, mettendo tutti a disagio, spettatori compresi.

E il balletto che salta fuori dal nulla a metà film? Va bene cercare di essere originali, ma occorre sempre tenere a mente che il ridicolo involontario spesso è dietro l'angolo. Anche le sequenze oniriche sono poco centrate, e - di nuovo - tutte tirate troppo per le lunghe.

Visto in una copia rimediata fortunosamente.

25 settembre 2025

America 1929 - Sterminateli senza pietà (Martin Scorsese, 1972)

La bellissima protagonista.
 

Sciocco titolo italiano per questo Boxcar Bertha, il secondo film diretto da Martin Scorsese.

Prodotto da Roger Corman, è un vivace road movie con 4 persone che si mettono a fare rapine ed assaltare treni nel sud degli Stati Uniti. Tutto sembra avvenire un po' per caso, eppure tra loro si creano dei forti legami, che crescono di intensità col passare del tempo.

La seconda metà è migliore della prima, a mio gusto personale: più drammatica e meno scanzonata, funziona molto meglio. Barbara Hershey è splendida e si spoglia anche parecchio, proprio come ci si attenderebbe in un film prodotto da Corman.

Polizia violenta, razzismo, crisi economica, lotte sindacali: c'è molta carne al fuoco, ma il film diverte e chiude con un finale difficile da dimenticare con David Carradine crocefisso al treno prima della mattanza finale.

Visto nel dvd italiano.

22 settembre 2025

Appaloosa (Ed Harris, 2008)

Mortensen ed Harris in attesa.
 

Discreto western classico diretto e interpretato da Ed Harris. Avevo visto l'altro film che ha firmato come regista, il biopic Pollock, a Venezia nel 2000 dove era stato presentato fuori concorso.

Qui si narra lo scontro tra lo sceriffo di una piccola città del west e il capo dei banditi: mentre il cattivo è spalleggiato da numerosi ceffi armati, lo sceriffo ha solo il suo vice Viggo Mortensen, con il quale è legato da una solida amicizia virile.

Bel cast, anche se Jeremy Irons è un po' sacrificato, e Renée Zellweger fa troppe smorfie. Il ritmo è lento e gli sviluppi non memorabili, ma i personaggi sono ben scritti e c'è qualche momento di realismo: tutto sommato è un film interessante.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

21 settembre 2025

The Illusionist (Neil Burger, 2006)

Il bravo Paul Giamatti.
 

Edward Norton illusionista in questa love story ambientata nella Vienna di fine Ottocento.

Meglio evitare paragoni con il coevo The Prestige, che gli è ben superiore. Buon film comunque, con un Paul Giamatti che emerge e risulta più incisivo del protagonista Edward Norton, ingabbiato in un personaggio monocorde. Ma anche il principe ereditario di Rufus Sewell se vogliamo non è granché.

La pellicola comunque scorre bene, l'ambientazione è centrata e la musica di Philip Glass molto gradevole. Poi c'è il colpo di scena finale, che leggendo in giro per il web pare fosse facilmente prevedibile, mentre io non lo avevo affatto immaginato. Sembra un po' buttato lì però: avrebbe meritato un minuto di approfondimento per spiegarlo meglio.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente. 

Il male oscuro (Mario Monicelli, 1990)

Una scena che per qualche motivo mi ha colpito.
 

Tarda, amara commedia del 75enne Monicelli.

Giancarlo Giannini è uno sceneggiatore mezzo fallito, ipocondriaco e con tendenza alla depressione. La sua vita potrebbe svoltare quando mette incinta e quindi sposa la giovane Emmanuelle Seigner: ma il suo destino evidentemente è già segnato, e non ci sarà nessun lieto fine.

Un film cupo, pessimista ma fondamentalmente sbagliato. Tra le varie bizzarrie: la Sandrelli che finge di avere la erre moscia, Pietro Tordi chirurgo ottantaquattrenne, l'insensato nudo integrale di Nestor Garay e così via. Per non parlare dell'incontro casuale all'alba di Giannini con l'ex amante in piazza del Popolo, cosa che immagino molto probabile in una città piccola e con pochi abitanti come Roma.

Il film comunque è l'ultimo del grande Vittorio Caprioli, qui molto misurato a differenza di un Giannini talora quasi wertmülleriano, e non è un complimento: parla troppo, gesticola troppo, urla troppo. 

"Il cinema in Italia è finito", dice a un certo punto Armando Marra, nei panni del solito produttore disonesto, ignorante e maneggione: difficile dargli torto dopo aver terminato la visione di questo film.

Visto in una copia rimediata fortunosamente. 

19 settembre 2025

Sette note in nero (Lucio Fulci, 1977)

Un'inquadratura particolare.
 

Buon giallo fulciano girato tra Siena e dintorni.

Lo avevo già visto nel 2009, ma per fortuna non ricordavo più il finale. Si tratta di un prodotto solido, che ha una fotografia molto curata e la notevole colonna sonora del trio Bixio-Frizzi-Tempera, che dà una marcia in più al film nei momenti clou.

La storia è abbastanza lineare, anche se negli ultimi minuti la verosimiglianza va definitivamente a farsi benedire. Ad ogni modo il film funziona, e il cast regge bene: soltanto il personaggio di Jenny Tamburi mi è sembrato malscritto. Marc Porel invece è fuori ruolo, ma pazienza.

Fulci dirige con la sua consueta eleganza formale, anche se devo ammettere che dopo le prime venti zoomate sul viso sconvolto di Jennifer O'Neill la cosa inizia un po' a stancare.

Visto nell'ottimo bluray francese Le Chat Qui Fume, che presenta un audio italiano a tratti molto basso. 

18 settembre 2025

La segretaria (Francisco Lara Polop, 1974)

L'incantevole Ornella Muti.
 

Dramma sentimentale con la splendida Ornella Muti e Philippe Leroy.

Film spagnolo, al di là dei due protagonisti; anche se la versione nostrana italianizza tutti i nomi. Leroy è un ricco industriale sposato con prole che assume la Muti come segretaria e inizia a corteggiarla, aiutando anche la famiglia di lei economicamente. In breve, diventano amanti. Quando però lei si innamora di un giovanotto, Leroy inizia a ricattare la ragazza.

Filmetto noioso, che oggi vive quasi esclusivamente per la presenza della Muti, all'epoca diciannovenne. L'erotismo è blando, e la Muti non concede granché. Non manca qualche cartolina di Londra, dove a un certo punto i due vanno per un viaggio di lavoro. Verso la fine si vede anche lo spettacolare acquedotto romano di Segovia:

Visto in una bella copia rimediata fortunosamente. 

Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

Jessica Chastain nel finale.   Michael Shannon e la splendida Jessica Chastain sono una coppia felice, nonostante qualche problema economico...