17 febbraio 2022

Giustizia è fatta (André Cayatte, 1950)

I sette giurati popolari.
 

Dramma processuale diretto dal bravo Cayatte, specialista del genere.

Il film segue le vicende di sette giurati popolari, chiamati a prendere parte al processo che deve giudicare una donna che ha ucciso il suo amante, malato terminale di cancro. Un pietoso atto di eutanasia, come sostiene l'imputata, o un freddo assassinio per motivi di eredità?

I personaggi sono descritti con un certo gusto, anche se forse sono troppo numerosi, e qualcosa si perde fatalmente per strada nell'approfondimento. Cayatte sa girare, su questo non ci piove: basti citare l'idea di lasciare fuori campo il bambino violento, figlio del giurato Jean-Pierre Grenier. Molto divertente anche lo sviluppo della storia del giurato Noel Roquevert, ex militare in pensione.

La storia giunge a un epilogo in tono minore: la ragazza viene condannata a soli cinque anni, avendo ottenuto delle attenuanti, e si salva così dalla forca. Bellissimo il piano sequenza finale, che mostra gli agenti che la scortano dall'aula di tribunale al cellulare che la porterà via.

Dvd Golem, che integra alcune sequenze con i sottotitoli italiani al doppiaggio d'epoca.

L'ultimo uomo che dipinse il cinema (Walter Bencini, 2020)

Renato Casaro al lavoro.

Documentario sul grande cartellonista Renato Casaro.

Classe 1935, trevigiano, Casaro ha disegnato e dipinto manifesti e locandine per il cinema italiano a partire dalla fine degli anni cinquanta, ed ha spesso prodotto delle vere e proprie opere d'arte. Nel breve documentario (55') ci sono interventi di Dario Argento, Carlo Verdone, Vittorio Cecchi Gori, Aurelio De Laurentiis e diversi altri.

Girato con qualche sterile svolazzo digitale (le animazioni sulle immagini, francamente inutili), è un doveroso omaggio a un grande artista, e contemporaneamente offre la possibilità di fare una (triste) riflessione su cosa sia diventata la cartellonistica nel nostro cinema negli ultimi 20 anni. 

Visto su Rai 4.

16 febbraio 2022

Sanremo canta (Domenico Paolella, 1956)

I  5 cantanti in gara.

Filmetto musicale semidocumentaristico sul Festival della canzone italiana, diretto dall'allora responsabile della Settimana Incom.

Un reperto archeologico, obiettivamente, che mostra (ricostruite) le selezioni fatte da mamma Rai per scegliere 5 giovani cantanti da lanciare alla kermesse. Per la cronaca, alla fine il Festival lo vinse Franca Raimondi con Aprite le finestre. 

A una prima parte più costruita, più filmica e sempre con la voce fuori campo a spiegare tutto, fa seguito una seconda metà quasi totalmente musicale, con 6-7 canzoni di fila. Massimo Dallamano e Stelvio Massi tra i tecnici accreditati, mentre tra il pubblico della serata finale si vede anche Tamara Lees.

Visto su Rete4.

11 febbraio 2022

Diabolik (Mario Bava, 1968)

Diabolik alla guida della sua Jaguar E-Type.

Ispirato dalla recente visione in sala dell'omonimo film dei Manetti Bros, ho recuperato il Diabolik di Bava che mai avevo visto.

Ora: a livello estetico il film è molto appagante, come quasi tutti quelli diretti dal regista ligure. A funzionare (molto) meno è la storia, e soprattutto la descrizione dei personaggi principali, che restano in sostanza delle figurine prive di spessore. Non c'è violenza, se non qualche blando accenno qua e là; inoltre la regìa aggiunge un tono umoristico francamente eccessivo, e del tutto assente nel fumetto. Penso in particolare al personaggio interpretato dall'attore inglese Terry-Thomas, davvero caricaturale.

Ad ogni modo ci si diverte, quantomeno a tratti. Spettacolare la casa/caverna di Diabolik, gigantesca e - pare - creata da Bava con 4 lire.

Visto in una bellissima copia, di origine ignota.

09 febbraio 2022

I pavoni (Luciano Manuzzi, 1994)

Victor Cavallo in una delle sue due scene.
 

Sul famigerato caso Maso venne girato questo film, che a suo tempo mi parve poco interessante e che decisi quindi di non vedere nonostante avessi letto con curiosità ed attenzione molto di quanto venne scritto attorno a quel macabro episodio.

Visto oggi, questo I pavoni ha diverse frecce al suo arco: la descrizione di questo gruppetto di perdigiorno della provincia italiana è ben centrata, nonostante qualche forzatura qua e là. I personaggi sono certamente stereotipati, ma senza mai cadere nella caricatura, e le facce sono giuste, cosa tutt'altro che secondaria in una pellicola che vede quasi solo attori sconosciuti, salvo Ivano Marescotti e Victor Cavallo.

Soprattutto è reso bene il vuoto assoluto che circonda la vita di questi ragazzi: la loro completa assenza di punti di riferimento, di ideali che vadano al di là di comprarsi un paio di scarpe nuove, o una macchina più bella. Forse lo scontro generazionale padre/figlio è un po' banalizzato, ma nel complesso il film regge bene fino al termine, se si passa sopra a qualche attore secondario davvero pietoso.

Visto in una pessima copia televisiva da Canale 5 vecchia di oltre 20 anni.

 

05 febbraio 2022

Diabolik (Manetti Bros, 2021)

I tre protagonisti.
 

Sono tornato in sala dopo circa 3 anni per vedere questo film dei Manetti Bros, girato nel 2019 ma uscito solo da poco più di un mese al cinema.

La cornice è davvero ben fatta: ambientazioni, luci e musiche sono di ottimo livello, e il mix tra diverse città italiane (Milano, soprattutto, ma anche Trieste, Bologna e persino Courmayeur) per creare la fittizia Clerville è perfettamente riuscito.

Qualche riserva sulla storia, che presenta alcune lungaggini specialmente nella prima parte, e dialoghi poco plausibili declamati malamente da attori di livello non eccelso, per usare un eufemismo. Niente da dire invece sui tre protagonisti, che sono stati criticatissimi da quasi tutti, anche da persone che hanno amato molto il film, e che invece io ho trovato bravi e soprattutto adatti ai rispettivi ruoli.

Non mancano alcune sequenze spettacolari, a partire dall'inseguimento che apre il film, girato quasi tutto a Milano se ho inteso bene. Forse la rapina alla banca di Ghenf va un po' troppo per le lunghe, ok: ma nel complesso trovo che il film sia riuscito.

Visto al cinema.

02 febbraio 2022

Signore & signori (Pietro Germi, 1966)

Il grande Gastone Moschin.

Pietro Germi firma quello che secondo me è il suo capolavoro con questo film, scritto dal trevigiano Luciano Vincenzoni.

Diviso in tre episodi sostanzialmente indipendenti tra loro, tratteggia in modo sublime una certa mentalità italiana, divertendo e facendo riflettere al tempo stesso. Il cast aiuta: da Moschin a Ballista, da Fabrizi a Lionello non c'è un volto sbagliato, una stonatura anche minima nella recitazione.

Su tutti va segnalata la prova di Nora Ricci, semplicemente meravigliosa nei panni della moglie-virago del povero ragionier Bisigato (Gastone Moschin): la sua espressione quando il marito rincasa ubriaco in piena notte, lui ancora inconsapevole della lettera anonima che lo ha sbugiardato, è qualcosa di spettacolare.

Visto per l'ennesima volta nel dvd italiano allegato anni or sono a un quotidiano.

25 gennaio 2022

Revenge - Vendetta (Tony Scott, 1990)

Costner si sta riprendendo dal pestaggio.

Altro film di Tony Scott che non avevo mai visto.

La prima parte è abbastanza noiosa, dato che non succede granché per circa un'ora. Quando però Anthony Quinn e i suoi sgherri fanno irruzione nella capanna nel deserto dove Costner e la Stowe si sono nascosti per amoreggiare, il film prende consistenza.

Ad ogni modo non ho mai amato particolarmente lo stile del regista, fratello minore di Ridley Scott e autore di qualche pellicola di grande successo commerciale (Top Gun su tutte). Troppo leccato, troppo ad effetto: la sua estetica da videoclip anni ottanta è invecchiata in modo terribile a mio parere. Comunque il film è gradevole da seguire. Bello vedere il grande Tomas Milian in un ruolo secondario, soprattutto quando entra tranquillamente nella capanna durante il massacro e si accende una sigaretta, con totale noncuranza.

C'è anche una impressionante scena in cui sparano ad un cane, uccidendolo, e che sembra fin troppo veritiera. Forse è meglio non sapere come l'abbiano girata.

Visto nel dvd italiano.

19 gennaio 2022

Insomnia (Erik Skjoldbaerg, 1997)

I due protagonisti.

Gustoso thriller norvegese arrivato stranamente anche in Italia.

Stellan Skarsgard è Engstrom, un poliziotto svedese che viene mandato a Tromso, vicino al circolo polare artico, per indagare sul brutale omicidio di una ragazza di 17 anni.

L'uomo ha un passato problematico: come se non bastasse, durante un appostamento organizzato per mettere in trappola l'assassino, spara per errore al suo collega Vik, uccidendolo. Dato che tutti quanti danno per scontato che a sparare sia stato il fuggitivo, Engstrom decide di non contraddire questa falsa versione, e si mette pure a fabbricare prove per supportarla. Ma la verità spinge per venire a galla... o almeno così sembra, quando l'assassino della ragazza si fa vivo, e inizia a ricattare il poliziotto.

Gran bel film, di cui è stato fatto anche un remake con Al Pacino e Robin Williams, senz'altro più spettacolare ma non migliore in senso stretto.

Visto in una copia doppiata in italiano, da fonte ignota. Forse vhs.


15 gennaio 2022

Terremoto (Mark Robson, 1974)

Una fotobusta originale del film.

Catastrofico hollywoodiano ambientato a Los Angeles, città in attesa del cosiddetto Big One ormai da quel dì.

Pur essendo stato co-sceneggiato da Mario Puzo, il film non brilla certo per la storia, né per la descrizione dei personaggi, quasi tutti banali e poco credibili. Charlton Heston ed Ava Gardner sono i protagonisti, ma il loro matrimonio in crisi (lui la tradisce con Genevieve Bujold) non aggiunge francamente nulla alla narrazione.

Pellicola comunque di discreto livello, che intrattiene: fin troppo ingenerose le stroncature che si leggono in giro per il web. Gli effetti speciali, vero motore del film, fanno il loro dovere, anche se il film visto in televisione perde senz'altro gran parte del potenziale che aveva sul grande schermo.

Lorne Greene ha il ruolo del padre della Gardner, pur avendo solo sette anni più della diva, ex amante di Walter Chiari (tra gli altri). C'è anche Walter Matthau, nascosto dietro un improbabile pseudonimo: interpreta un ubriacone così pieno di alcol da non accorgersi nemmeno del sisma che distrugge mezza città. Molto bello anche il finalone ad effetto, con la frase "Questa, una volta, era una grande città...".

Visto nel bluray italiano.

Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

Jessica Chastain nel finale.   Michael Shannon e la splendida Jessica Chastain sono una coppia felice, nonostante qualche problema economico...