10 gennaio 2022

Heat - La sfida (Michael Mann, 1995)

De Niro è Neil McCauley.

Bellissimo poliziesco con la coppia De Niro-Pacino, al tempo quasi inedita. Quasi nel senso che i due attori erano già apparsi ne Il padrino - Parte II, ma non avevano scene in comune.

Mann gira con il suo consueto stile, molto tecnico ma mai troppo di effetto, e caratterizza i personaggi a dovere. Non che la storia brilli per originalità, ma il film vola via nonostante i 170' di durata. Anche le sequenze di azione, le due rapine su tutte, sono girate e montate in modo impeccabile. Meno centrati i personaggi femminili, che restano peraltro sullo sfondo: forse solo Ashley Judd riesce a dare vita a qualcosa che sia più di un bozzetto.

Visto nel bluray Cecchi Gori.

08 gennaio 2022

Le dieci meraviglie dell'amore (Sergio Bergonzelli, 1969)

Angelo Infanti e Brigitte Skay a colloquio.

Ah, Bergonzelli. L'autore degli indimenticati La sposina e Daniela minislip ci ha regalato diversi film bizzarri, tra i quali spicca questo pseudo-documentario sui costumi sessuali degli italiani uscito nel lontano 1969.

Prodotto dalla Cinesecolo dell'ineffabile Italo Martinenghi (futuro responsabile dell'immortale Lady Football, diretto in prima persona), racconta la vicenda di un gruppo di laureandi idioti che sta ultimando la tesi. I ragazzi pensano bene di girare un breve documentario sul sesso in Italia, intervistando gente per strada ed organizzando degli scherzi a sfondo erotico ad ignari cittadini. Ma è inutile perdere tempo scendendo nei dettagli.

Film molto faticoso da affrontare, anche perché alla rozzezza dell'impianto narrativo si aggiunge il tono farsesco del doppiaggio, che peggiora ulteriormente (se possibile) la visione. Particolarmente fastidioso il personaggio di Al Cliver, che ha un risibile accento veneto. Particine per Lino Banfi e - purtroppo - Biagio Pelligra, che ha un ruolo umiliante per le sue doti di attore.

Visto in una copia molto mediocre, di derivazione ignota.

06 gennaio 2022

Giovani guerrieri (Jonathan Kaplan, 1979)

Giochi pericolosi per il gruppo di ragazzini.

Giovani ribelli negli Stati Uniti di fine anni settanta in questo discreto film diretto dal regista di Mister Miliardo (!).

La pellicola ha lanciato Matt Dillon e Vincent Spano, che interpretano due giovani ragazzi problematici. Il suo mix tra commedia giovanilistica e film drammatico è riuscito: il film regge molto bene fino alla riunione finale nell'auditorium, che sinceramente mi ha lasciato un po' perplesso, visto che accade solo poche ore dopo l'omicidio di Richie White (Dillon), addirittura con il poliziotto-killer tranquillamente sul palco a spiegare ai genitori il perché e il percome del suo gesto.

L'atmosfera comunque è quella giusta, soprattutto nella parte iniziale, con la descrizione dei rapporti tra questi ragazzini che non sanno cosa fare nel tempo libero, vivendo in pratica nel bel mezzo del nulla. La cittadina di New Granada in cui è ambientato il film è quasi un altro personaggio, con i suoi spazi enormi ed inquietanti.

Visto in una copia rimediata in rete, di buona qualità.

 

05 gennaio 2022

He Who Gets Slapped (Victor Sjostrom, 1924)

Lon Chaney truccato da pagliaccio.

Non vedevo un film muto da molto tempo, ma ho fatto volentieri un'eccezione per questo classico con il grandissimo Lon Chaney diretto da Victor Sjostrom.

La vicenda è ambientata in Francia. Chaney interpreta un certo Paul Beaumont, un geniale scienziato che arriva ad un importante risultato ma sul più bello viene tradito in modo miserabile dal barone Regnard, che gli soffia il merito della scoperta e - come se non bastasse - l'amore di sua moglie, schiaffeggiandolo davanti a tutti.

Completamente devastato, l'uomo fugge e decide di diventare un clown, ottenendo un notevole successo al circo come "Quello che prende gli schiaffi", protagonista di un numero triste ma che fa sbellicare tutto il pubblico. Quando il barone torna in scena, cercando di impalmare la bella cavallerizza di cui Chaney si è nel frattempo innamorato, l'uomo non ci vede più e decide di scatenare la sua vendetta contro l'ex amico.

Film malato, di notevole potenza espressiva. Ci sono molti momenti forti, quasi tutti dovuti alla stupefacente interpretazione di Chaney. Ma anche la regìa di Sjostrom merita una sottolineatura: basti vedere la sequenza in cui il barone liquida la sua amante (cioè la moglie di Chaney), risolta in un paio di inquadrature nelle quali si vede l'uomo che raccoglie guanti, cappello e bastone da passeggio da una sedia prima di uscire per sempre dalla vita della donna.

Il finale, con il leone che sbrana il barone e il conte Mancini (il viscido padre della bella cavallerizza) è degno dei coevi film di Tod Browning.

Visto in una copia trovata in rete, con cartelli in inglese.

29 dicembre 2021

Operazione Siegfried (Peter Duffell, 1975)

Un inquietante Gunter Meisner nei panni di zio Adolfo.

James Mason e Telly Savalas in questa curiosa pellicola diretta da un regista a me sconosciuto.

Lo spunto è classico: quattro ex ufficiali (schierati peraltro su fronti opposti, durante la guerra) si mettono alla ricerca di un grosso carico di lingotti d'oro nascosto chissà dove nel 1945. L'unico a sapere dove si trovi il malloppo è un criminale nazista che sta scontando l'ergastolo in una prigione che ospita lui solo: evidenti i richiami al caso di Rudolf Hess, detenuto a Spandau per oltre vent'anni in completa solitudine. Bisogna quindi farlo evadere, drogarlo ed organizzare una messinscena per cavargli fuori la preziosa informazione.

Il tono del film è leggero, e non ci sono picchi narrativi particolari: è uno di quei film che si segue con piacere, ma che si dimentica piuttosto in fretta, temo. Gli stunt (non molti, comunque) sono curati dalla troupe di Remy Julienne.

Visto su RaiPlay.

18 dicembre 2021

Diabolicamente tua (Julien Duvivier, 1967)

Un momento di relax per i tre protagonisti.

Mediocre thriller francese diretto da Duvivier, qui al suo ultimo film.

Alain Delon si sveglia in una clinica dopo un terribile incidente stradale: si è salvato per il rotto della cuffia, ma ha perso la memoria. Infatti non riconosce sua moglie, Senta Berger, né il suo caro amico Sergio Fantoni. I due lo conducono nel suo castello, e iniziano ad aspettare che l'uomo recuperi piano piano i ricordi perduti. Ma fin dall'inizio è chiaro che qualcosa non quadra...

Film vecchio stile, che non riserva grosse sorprese e gioca molto sull'atmosfera di questo castello isolato in cui si muovono i 4 protagonisti (oltre al terzetto di protagonisti c'è anche un inquietante servitore vietnamita). Purtroppo il tema (potenzialmente interessante) della perdita di identità di un uomo viene svolto in modo banale, e certe lungaggini e i soliti luoghi comuni non aiutano a godersi la visione.

Visto nel dvd italiano, che integra due o tre brevissimi frammenti in francese con i sottotitoli.

17 dicembre 2021

Pronto ad uccidere (Franco Prosperi, 1976)

Il titolo in rosso/nero.

Poliziesco non indimenticabile con Ray Lovelock protagonista.

La storia è quella di uno sbirro che entra sotto copertura in una gang di malavitosi, stile Donnie Brasco insomma. In realtà Lovelock ha dei motivi personali, una sua vendetta privata da compiere contro alcuni banditi che hanno ferito gravemente sua madre dopo una rapina, ma questo poco aggiunge al film sinceramente.

La storia è di commovente ingenuità, specie quando il boss Martin Balsam inizia a fidarsi del ragazzo come se fosse suo figlio dopo averlo conosciuto tipo 3 giorni prima. Si procede tra un cliché e l'altro, per arrivare a un bel finale secco. Film comunque mediocre a mio parere; oltretutto Lovelock come protagonista è debole.

Visto nel dvd Rarovideo, la seconda versione deo gratias, dato che la prima era al limite dell'inguardabile e forse pure un filo oltre.

13 dicembre 2021

Io sono mia (Sofia Scandurra, 1977)

La Sandrelli indotta in tentazione.

Film a forte connotazione femminista girato in pieno marasma contestatorio.

Non si discutono le buone intenzioni del progetto, ma il risultato finale è poca cosa. Un filmetto debole, con troppa carne al fuoco e tanto fumo. I dialoghi poi sono spesso ingenui, anche se va detto che  alcuni momenti sono riusciti, per esempio nella descrizione delle due "streghe" nella stireria.

La Sandrelli è brava come sempre; Placido ha un ruolo ingrato, ma se la cava con il consueto mestiere. 

Si arriva a un finale fosco e drammatico, com'era ampiamente prevedibile: suicidio e aborto. Francamente non ho colto il motivo per cui Maria Schneider sia in stampelle per tutto il film, a meno che non fosse realmente in quelle condizioni durante le riprese. Boh. 

Brutte le musiche di Giovanna Marini.

Visto nel dvd italiano.

09 dicembre 2021

Katmandu (André Cayatte, 1969)

 

La bella Jane Birkin.

Strano film di Cayatte scritto - tra gli altri - da Lina Wertmuller.

Non l'ho trovato molto interessante: Renaud Verley è un giovane sessantottino (figlio di Elsa Martinelli) che per evitare problemi dopo un corteo in cui ha ferito un poliziotto, decide di fuggire da Parigi e raggiungere il padre in Nepal. Il ragazzo crede che il babbo navighi nell'oro, e conta di farsi dare un bel po' di soldi: le cose però andranno diversamente.

Come la quasi totalità dei film che affrontano l'argomento dello scontro generazionale del '68, è un film noioso. Non saprei dire se sia invecchiato male, come parrebbe, o se fosse già tedioso all'epoca della sua uscita.

Il discorso sulla droga è affrontato in modo a dir poco superficiale: Jane Birkin interpreta una giovane fricchettona inglese che usa eroina, con gli ovvi problemi che ne conseguono. Serge Gainsbourg poi è un cattivo da fumetto.

Visto su RaiPlay, in una copia di soli 84' contro i 100' di cui si legge nelle recensioni d'epoca.

04 dicembre 2021

I guerrieri (Brian G. Hutton, 1970)

Testamatta e il tenente Kelly.
 

Gradevole film bellico in chiave ironica.

Eastwood, Savalas e compagnia bella sono in Francia dopo lo sbarco del 1944, quando scoprono che in una banca di Clermont c'è una enorme quantità di lingotti d'oro: il problema è che la città si trova ancora in mano ai tedeschi. Tocca quindi ingegnarsi ed escogitare un piano per recuperare il prezioso malloppo.

Non manca una certa satira antimilitarista, ma il film è soprattutto una gustosa commedia a sfondo guerresco. Ottime le caratterizzazioni dei personaggi, su tutti il Testamatta di Donald Sutherland. Grandi scene di azione e una apprezzabile costruzione della tensione, che si ammira specialmente nell'ultima mezz'ora ambientata nel villaggio controllato dai nazisti.

Dvd italiano.

Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

Jessica Chastain nel finale.   Michael Shannon e la splendida Jessica Chastain sono una coppia felice, nonostante qualche problema economico...