23 marzo 2024

Ferrari (Michael Mann, 2023)

Lo stabilimento Ferrari di Maranello.

Recente biopic su Enzo Ferrari diretto da un grandissimo regista, si è rivelato una grossa delusione.

Mann ha scelto di concentrarsi sulla vita privata del Drake, di cui personalmente sapevo pochissimo e ancora meno avrei desiderato sapere. La scelta in sé non la discuto, ma il risultato lascia perplessi. Banalità, luoghi comuni e la solita, irritante, rappresentazione cartolinesca dell'Italia anni Cinquanta. Oltretutto Ferrari non era certamente noto per la sua grande simpatia, e la cosa non credo abbia giovato.

Poi ci sono le auto e le corse, e qui il film guadagna senz'altro dei punti: la Mille Miglia del 1957 è resa con grande perizia tecnica, e tutta la sequenza affascina non poco. Peccato solo che il famigerato incidente di Guidizzolo sia stato reso in modo inutilmente splatter, e con un discutibile utilizzo della CGI.

I personaggi sono tutti dimenticabili, compreso il Ferrari di Adam Driver: monocorde e mascherato da un trucco francamente inutile vista la siderale distanza tra le sue fattezze e quelle del personaggio che ha incarnato.

Visto in una copia recuperata fortunosamente.

21 marzo 2024

New York violenta (Henning Schellerup, 1973)

Un momento di relax.

Truzzo erotico americano giunto da noi nelle sale con un titolo ben diverso da quello originale, The Black Alley Cats.

Pronti via e quattro amiche vengono aggredite da dei balordi e brutalmente stuprate. A questo punto ci si aspetta lo schema narrativo tipico del Rape and Revenge: invece la vendetta è già bell'e consumata dopo meno di un quarto d'ora. Da lì in avanti si assiste ad altre micro-storielle insipide, che fanno da pretesto per mostrare una serie di amplessi simulati e qualche tremendo momento di azione. In sostanza le ragazze formano una banda e si divertono a rapinare e vendicarsi di chi ha approfittato di loro, tutto qua.

Siamo davvero in serie Z: la confezione è miserrima e le scenografie tremende. Ad ogni modo non mi sono annoiato, anche grazie alla durata molto esigua (solo 77'). Moltissimi nudi, ma nessuno scivolamento nell'hard-core vero e proprio. Notevole Sandy Dempsey, la ragazza bianca dai capelli scuri che indossa i collant senza niente sotto.

Visto nel dvd italiano della Amoeba.

20 marzo 2024

Steno (Raffaele Rago, 2022)

Steno e Johnny Dorelli.

Documentario Rai su Steno, prolifico regista del periodo aureo del nostro cinema.

Prodotto convenzionale ma interessante, realizzato con una certa cura. Molto numerose le persone intervistate, e tutte quante con una diretta conoscenza del regista: cosa non sempre automatica quando si parla dei documentari Rai.

Particolarmente significativa - a mio parere - la testimonianza di Giuseppe Tornatore, mentre Steno si sente parlare pochissimo. La narrazione della sua vita è lasciata soprattutto al figlio Enrico.

Visto su RaiPlay.

The Brown Bunny (Vincent Gallo, 2003)

Chloe Sevigny poco prima di mettersi al lavoro.

Dilettantesco pasticcio firmato da Gallo dopo il buon riscontro di Buffalo '66.

Film che accumula difetti con gusto quasi masochistico: lento, irritante, presuntuoso, talvolta involontariamente comico. Gallo interpreta Bud, il classico bel tenebroso da catalogo che vaga come un fesso per gli Stati Uniti col suo furgone cercando di dimenticare il suo grande amore Daisy. Scopriremo alla fine che la ragazza è morta: pace all'anima sua.

Di una noia infinita, procede in modo soporifero fino al famigerato blow-job finale: l'autore decise infatti di chiudere con una nota elegante. All'inizio si sente anche il brano di apertura di Teorema di Pasolini: un omaggio, o più probabilmente l'ennesimo ammiccamento ruffiano. Inutile dire che parte della critica francese si è inginocchiata davanti al capolavoro del maestro Gallo: roba da chiodi.

Visto nel dvd italiano, in inglese con sottotitoli. Il film comunque ha pochissimi dialoghi, cosa che aumenta la tentazione - già altissima - di fruirlo ad occhi chiusi.

Franco, Ciccio e il pirata Barbanera (Mario Amendola, 1969)

Il titolo del film.

Ennesima parodia della coppia siciliana.

Franco e Ciccio si imbarcano alla ricerca di un tesoro favoloso. Non sanno però che uno dei marinai è il temibile pirata Barbanera, che ha bisogno dei due perché non sa dove sia nascosta la preziosa mappa.

Filmetto modesto, ma con qualche freccia al suo arco. Personalmente preferisco di gran lunga i film della coppia ambientati nel mondo reale, rispetto alle loro avventure esotiche, come quelle nel Far West. Comunque Franco ha qualche bel momento: si ride soprattutto per le sue acrobazie verbali, mentre le scene di comicità fisica sono davvero mediocri. La parte che funziona meglio è quella centrale, sulla nave, mentre gli ultimi 20 minuti sono noiosi.

Visto su DailyMotion.

19 marzo 2024

Un colpo di fortuna (Woody Allen, 2023)

La solita Parigi da cartolina.

Cinquantesimo ed ultimo (per ora) film di Allen per il cinema.

Siamo a Parigi, e c'è il solito triangolo amoroso destinato a finire in tragedia, giacché il ricchissimo maritino della bella Fanny (un omaggio a Bergman?) non è intenzionato a vedere il proprio matrimonio che va in pezzi senza reagire. A modo suo, ovviamente.

Se non si può negare che molte situazioni e dialoghi sappiano di già visto e sentito, devo comunque ammettere che il film mi ha preso, dopo un inizio un po' fiacco. A mio gusto personale è un discreto passo avanti rispetto agli ultimi 3-4 lavori di Allen, che mi avevano lasciato del tutto indifferente, talora irritato.

Purtroppo non c'è un momento leggero, e non si ride mai: peccato, perché quantomeno il personaggio della madre di Fanny avrebbe avuto del potenziale comico. Ma forse ad Allen non interessa più far ridere, e preferisce scrivere e dirigere queste commedie gialle dal finale tanto di effetto quanto improbabile. Alcuni snodi narrativi sono banali, come ad esempio la madre che in una casa di trenta stanze apre un cassetto a caso e trova subito l'indizio decisivo, ma in fondo poco importa.

Visto in una copia rimediata fortunosamente.

Prigioniero senza nome (Linda Yellen, 1983)

Timerman a pranzo con uno dei suoi futuri carcerieri.

La storia di Jacobo Timerman raccontata in questo film-tv statunitense, con due grandi attori come Roy Scheider e Liv Ullmann nei due ruoli principali.

Timerman era un giornalista ebreo, direttore di un quotidiano progressista (La Opiniòn) in Argentina: dopo il golpe militare del 1976, venne sequestrato e torturato per oltre due anni prima di venire liberato sotto la pressione di alcuni giornali e uomini politici americani. Riuscì quindi a non fare la fine dei tanti desaparecidos, ma dovette pagare un prezzo molto alto.

Una vicenda interessante quanto tragica, resa in modo piatto in quest'opera dignitosa ma schematica, con diversi passaggi fin troppo bruschi. Il film non rende minimamente la complessità del libro autobiografico dello stesso Timerman, da cui è stato tratto e che sto finendo di leggere proprio in questi giorni. Certo Scheider è molto bravo, e dona un certo grado di realismo alla storia.

Visto nel tremendo dvd Avo, la solita videocassetta riversata.

18 marzo 2024

I barbieri di Sicilia (Marcello Ciorciolini, 1967)

Una fotobusta del film.

Franco e Ciccio rivali in amore nella Sicilia del 1943, poco prima dello sbarco degli alleati.

Film modesto, che offre qualche risata ma non convince appieno. Troppe sequenze tirate per le lunghe, e anche i lazzi verbali della coppia sono tiepidi. Il paese siculo di Santa Rosalia in cui è ambientata la vicenda è in realtà Montecelio, in provincia di Roma.

Nel cast ci sono anche Carlo Hintermann, Adriana Facchetti (bravissima) e le due bellezze Daniela Giordano e Giorgia Moll. Piccolo omaggio di Franchi a Charlie Chaplin, nella scena della rasatura in 30 secondi.

Già visto nel 2010 e totalmente rimosso (al solito), rivisto in un'ottima copia su DailyMotion.

15 marzo 2024

Le strade della paura (Eric Red, 1988)

Roy Scheider sgrana gli occhi.

Cohen & Tate (che è il titolo originale del film) sono due killer che uccidono un uomo e una donna, nonché gli agenti federali messi a protezione della coppia. Il figlio, un bambino di nove anni, viene invece portato via per essere condotto a Houston, per motivi ignoti. Parte così un lungo viaggio notturno in auto, teoricamente tranquillo: ma ben presto si capisce che i due criminali non vanno per niente d'accordo tra loro, e il bambino cerca di approfittarne per salvarsi la pelle.

Film interessante. Lineare nello sviluppo, carica forse un po' troppo il personaggio di Adam Baldwin, il killer più giovane, che si oppone al vecchio e riflessivo Roy Scheider. Qualche ingenuità non manca, ma la tensione cresce in modo apprezzabile per arrivare ad un finale di sicuro effetto.

Pochissimi attori, unità di luogo e tempo, bello anche il prologo nell'assolata casa in mezzo ai campi dove avviene la strage iniziale.

Visto in una copia rimediata fortunosamente.

13 marzo 2024

Buffalo '66 (Vincent Gallo, 1998)

La diciottenne Christina Ricci.

Interessante esordio registico per Vincent Gallo, più noto come attore.

Pellicola particolare, con uno stile naif, talvolta minimale ma funzionale al tipo di storia. Gallo è anche il protagonista: interpreta un giovane che esce di prigione dopo 5 anni e sequestra una ragazza perché si finga sua moglie, dato che lui sta per andare a trovare i genitori ai quali ha raccontato un sacco di frottole nel corso del tempo. Lei (Christina Ricci) si innamora immediatamente, nonostante lui la tratti malissimo, e decide così di restare con il suo rapitore.

È una delle tante stranezze del film, che comunque resta sempre valido nonostante qualche svolta narrativa poco probabile e alcune soluzioni tecniche discutibili (in particolare i flashback). Anjelica Huston e Ben Gazzara interpretano i pessimi genitori di Gallo.

Visto nel dvd italiano.

Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

Jessica Chastain nel finale.   Michael Shannon e la splendida Jessica Chastain sono una coppia felice, nonostante qualche problema economico...