23 febbraio 2025

I trafficanti della notte (Jules Dassin, 1950)

Uno dei rari esterni diurni.
 

Cupo noir ambientato a Londra e diretto da Jules Dassin.

Richard Widmark vorrebbe diventare un importante organizzatore di match di pugilato, ma in città c'è già chi ricopre questo ruolo, e non vuole certo farsi pestare i piedi. Problemi in vista.

Buon film, anche se tutta la prima parte mi ha preso poco. Funziona meglio la seconda metà, quando il cerchio inizia a stringersi intorno al protagonista, destinato a fare una brutta fine. Che tutto sommato si merita anche abbastanza, viste le varie cagnate che ha fatto alla fidanzata e non solo.

Girato quasi interamente di notte, presenta diverse scene notevoli, come il lungo combattimento tra i due colossi sul ring.

Visto nel dvd italiano A&R, che purtroppo è ridoppiato.

La notte ha mille occhi (John Farrow, 1948)

Edward G. Robinson allo specchio.
 

Spettacolare noir con un monumentale Edward G. Robinson.

Tratto da un romanzo di Cornell Woolrich, è fantasioso e originale dall'inizio alla fine. Quasi interamente narrato in flashback dalla voce over di Robinson, ricorda a tratti La zona morta di Cronenberg, ed entrambi sono ovviamente debitori del mito di Cassandra.

Costruito perfettamente, vede la tensione crescere in modo magistrale nella seconda parte, quando il protagonista ha previsto la morte imminente di Gail Russell. Finale a sorpresa.

Visto nel dvd italiano A&R, con l'ottimo doppiaggio originale.

Operazione notte (Giuseppe Bennati, 1955)

Il momento clou della vicenda.
 

Dramma a sfondo criminale narrato quasi interamente in flashback.

Antonio Cifariello è il classico perdigiorno innamorato di una bella mantenuta. Vorrebbe partire con la ragazza, anche per strapparla ad una vita che lui trova inaccettabile: lei però è abituata ad una agiatezza che lui non può permettersi. Così il ragazzo pensa bene di rapinare - con un complice - l'azienda dove il padre lavora come cassiere. Il colpo riesce, ma l'incontro con un onesto lavoratore (Andrea Checchi, eccellente) e sua figlia farà rinsavire il giovanotto una volta per tutte.

Bel film davvero, pur con le sue ingenuità: la svolta narrativa a tre quarti è ingegnosa, anche se un po' forzata. Elegante la regìa di Bennati: molto riuscita in particolare la sequenza del colpo alla fabbrica.

Girato in una Roma gelida e notturna, era sostanzialmente irreperibile fino alla trasmissione su Rete 4 di pochi giorni fa, in una copia ottima.

21 febbraio 2025

T2 Trainspotting (Danny Boyle, 2017)

Rent e Sick Boy.
 

L'attesissimo séguito del film cult tratto dall'omonimo romanzo di Irvine Welsh arriva dopo oltre 20 anni.

Un film dolceamaro, esattamente come una rimpatriata tra ex amici ormai quarantenni. Comunque è bello rivedere Renton, Begbie, Spud e Sick Boy e le loro avventure ad Edimburgo, anche se la storia non mi ha convinto del tutto. Boyle, Welsh e lo sceneggiatore John Hodge hanno scelto di prendere solo alcuni spunti dal secondo romanzo, mischiandoli a pezzi del primo libro e aggiungendo parti originali scritte appositamente.

Io ho seguito il film con piacere, nonostante la pessima colonna sonora e il tremendo doppiaggio italiano della ragazza bulgara di Sick Boy: roba da far sanguinare le orecchie. Anche il rendez-vous finale tra Renton e Begbie è davvero eccessivo, quasi da action americano anni Ottanta.

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente.

 

20 febbraio 2025

Tristi amori (Carmine Gallone, 1943)

La passione nel suo momento apicale.

Gustoso dramma sentimentale diretto dal bravo Carmine Gallone.

Gino Cervi è uno stimato avvocato sposato con la bella Luisa Ferida: i due hanno una figlia piccola, e sembrano felici. In realtà la moglie ha una tresca con Andrea Checchi, che lavora proprio nello studio del marito come aiutante. Quando Cervi scopre tutto, sembra profilarsi all'orizzonte la tragedia; invece tutto rientra in qualche modo nella normalità, con Checchi che lascia la città e i due coniugi forzati a restare insieme dalle convenzioni, oltre che dalla presenza della bambina.

Ambientato nella Ivrea di fine Ottocento, dopo una prima mezz'ora abbastanza piatta prende sapore nella seconda parte, grazie anche alle ottime prove dei tre protagonisti, cui si aggiungono il delizioso Enrico Viarisio e un impeccabile Jules Berry, nei panni del padre snaturato di Andrea Checchi.

Luisa Ferida secondo me era veramente brava, oltre che fotogenica in modo imbarazzante. Davvero un peccato che abbia fatto una fine così triste.

Tra i pochi esterni di Ivrea visibili nel film, si riconosce il Duomo della città:


 Visto nella copia trasmessa dalla Rai: video discreto, audio mediocre.

18 febbraio 2025

Napoli spara! (Mario Caiano, 1977)

Leonard Mann in azione.
 

Poliziesco che ho rivisto dopo 15 anni secchi, se non di più.

C'è lo scontro tra il commissario Leonard Mann ed Henry Silva, in una Napoli plumbea e spesso piovosa. La vicenda comunque non interessa granché: la storia è banale e priva di spunti curiosi. Molto più succosa tutta la parte action, con numerose scazzottate, sparatorie e inseguimenti a rotta di collo.

Sfortunatamente il film sconta una certa povertà di budget, tanto che le scene degli inseguimenti sono girate in mezzo alla campagna romana, oppure su un tratto autostradale palesemente chiuso al traffico e ancora in costruzione.

C'è poi il personaggio di Gennarino, il solito scugnizzo che vive per strada e che il commissario prende in simpatia. Del tutto delirante la sequenza nella quale si vede il bambino salire su una Lancia Stratos Rally e partire sgommando per le vie di Napoli come un pazzo. Comunque due/tre momenti belli ci sono, e il film si fa vedere, se si è appassionati del genere. Peccato che il protagonista sia davvero loffio, e monoespressivo.

Rivisto in un'ottima copia rimediata fortunosamente, derivata verosimilmente da qualche blu ray uscito chissà dove.

17 febbraio 2025

Giungla d'asfalto (John Huston, 1950)

Un momento di tensione.

 

Noir classico che non avevo mai visto.

Narra di un gruppo di persone che tenta il colpo a una gioielleria, che dovrebbe fruttare un pacco di quattrini e metterli a posto per la vita: ovviamente finirà malissimo per tutti.

Il film fila come un treno in corsa, grazie ad un'ottima sceneggiatura e alle caratterizzazioni dei personaggi: dal duro Sterling Hayden al vecchio "dottore" Sam Jaffe, l'autore del piano della rapina. C'è anche Marilyn Monroe, al suo primo ruolo importante. Molto bello anche il personaggio di James Whitmore.

Di livello anche il doppiaggio: si può sentire anche la voce di Alberto Sordi (è uno dei due poliziotti che arrivano a casa dell'avvocato).

Visto in una ottima copia rimediata fortunosamente.

16 febbraio 2025

Wanda, la peccatrice (Duilio Coletti, 1952)

La bella Yvonne Sanson.

 

Bel drammone anni Cinquanta con Yvonne Sanson nel ruolo eponimo.

Ben diretto e con una storia improbabile quanto sfiziosa, ha una sceneggiatura che procede un po' a strappi. Il film comunque resta sempre gradevole, sia per la regìa efficace del bravo Coletti che per gli attori. Curioso il fatto che la protagonista appaia dopo mezz'ora dall'inizio, cosa inconsueta in questo tipo di pellicole.

Yvonne Sanson è una mignotta dal cuore d'oro, ruolo classico nel cinema di quel periodo e non soltanto. Innamorata del ricco vedovo Frank Villard, alla fine decide di sacrificarsi e fuggire da lui, così da permettergli di recuperare il rapporto con suo figlio. Ci sono anche Giulietta Masina, bravissima, e Paolo Stoppa nei consueti panni del disprezzabile gaglioffo.

Visto nella copia trasmessa anni fa dalle reti Mediaset.

Al di là delle tenebre (John M. Stahl, 1935)

Il momento dell'incidente in auto.

Vivace ma datato dramma dal bellissimo titolo originale, Magnificent Obsession.

Interpretato dalla coppia Robert Taylor-Irene Dunne, è fantasioso e si segue con discreto interesse: la vicenda infatti è piena di colpi di scena. Certo, è un film di 90 anni fa: la regìa a tratti è statica, e qualche momento può annoiare.

Molto dialogato, ha un cast di ottimo livello: Taylor è bravo nei panni di un ricco scavezzacollo che finisce col mettere la testa a posto per amore, dopo aver causato - in modo del tutto involontario - prima la morte di un uomo e quindi la cecità della moglie. Solo la sequenza in cui è ubriaco è recitata in modo maldestro, a mio parere.

Visto nel dvd italiano A&R, che purtroppo presenta un ridoppiaggio anni Ottanta.

15 febbraio 2025

Miseria e nobiltà (Corrado D'Errico, 1940)

Virgilio Riento ed Adriano Rimoldi.
 

Prima versione sonora della nota commedia di Eduardo Scarpetta.

Il film è breve (dura meno di 70') e all'inizio offre anche qualche esterno napoletano cartolinesco. Rispetto alla versione con Totò si può apprezzare una maggiore volontà di staccarsi dall'impianto teatrale, almeno a tratti.

Riccardo Billi ha il ruolo del bel gagà che verrà ripreso da Carlo Croccolo, mentre l'ottimo Virgilio Riento è don Felice Sciosciammocca, la parte che Totò renderà immortale.

Filmetto curioso, certo non molto divertente da vedere oggi: io ho passato il tempo della visione pensando continuamente al film di Mario Mattòli uscito nel 1954, che conosco più o meno a memoria. 

Visto nella copia trasmessa dai canali Rai.

Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

Jessica Chastain nel finale.   Michael Shannon e la splendida Jessica Chastain sono una coppia felice, nonostante qualche problema economico...