12 marzo 2023

Il consigliori (Alberto De Martino, 1973)

Milian riflette sul da farsi.

Grande classico di De Martino girato sulla scia del successo planetario de Il padrino.

Le analogie con il film di Coppola sono fin troppo evidenti, a dirla tutta: una maggiore originalità avrebbe forse giovato. Il film comunque ha i suoi meriti: un ottimo cast, la splendida OST del maestro Ortolani e le belle luci di Joe D'Amato, che qui si firma ancora Aristide Massaccesi.

Pellicola di atmosfera, che non avvince in modo particolare ma che si fa apprezzare lo stesso. L'unico personaggio degno di nota, a mio avviso, è il vecchio padrino interpretato da Carlo Tamberlani, che fa da garante per l'incontro tra i due boss in guerra e ci lascia le penne.

Visto nell'ottimo bluray tedesco della FilmArt.

09 marzo 2023

Amor non ho! Però, però... (Giorgio Bianchi, 1951)

Rascel scrive alla sua amata.

Rascel e la Lollo in questo breve (75') film di puro intrattenimento, scritto tra gli altri da Giuseppe Marotta e fotografato da Mario Bava, tanto per dare un'idea del livello del nostro cinema anche in questo tipo di produzioni puramente commerciali.

Abbastanza divertente, omaggia qua e là il cinema muto e la comicità slapstick: particolarmente evidenti i riferimenti a Chaplin, anche per lo sfondo circense della seconda parte. La trama comunque è da fumetto, con Luigi Pavese padrone cattivo e Carlo Ninchi gangster all'americana. Appaiono, per poco, anche Aroldo Tieri e Franca Marzi. Il finale è agrodolce: la Lollo può riabbracciare il suo fidanzato, che era finito ingiustamente in carcere, e il povero Renatino deve abbozzare.

Visto su Raiplay.

08 marzo 2023

Criminali nella notte (Claude Barrois, 1980)

Criminali sì, ma con stile.

Bellissimo noir francese con un grande cast e la splendida colonna sonora di Vladimir Cosma.

Si parla di racket, tra pezzi grossi della mala parigina: qualcuno fa uno sgarbo, e da lì parte la scia di sangue. Mentre la polizia tenta di capirci qualcosa (notevole il commissario interpretato da François Perier, con la consueta dose di cinismo), la tensione cresce, fino ad arrivare alla "strage del bar del telefono", un episodio realmente accaduto a Marsiglia un paio d'anni prima e da cui il film prende il suo titolo originale (Le bar du téléphone, appunto).

L'atmosfera funziona alla perfezione e gli attori sono ottimi: azzeccata in particolare la descrizione dei melliflui boss Georges Wilson e Julien Guiomar, mentre Raymond Pellegrin è più in disparte. Christopher Lambert, quasi al suo esordio, ha un ruolo secondario ma decisivo.

Visto su Youtube in una (brutta) copia derivata dalla vhs Avo.

 

06 marzo 2023

Il signore delle formiche (Gianni Amelio, 2022)

Germano con il cappello in testa.

Il triste "caso Braibanti" è un esempio interessante per capire come funzionasse la giustizia in Italia negli anni sessanta. Gianni Amelio ha tratto dalla vicenda un film lugubre, pesante, con diverse stonature e qualche volgarità francamente evitabile: ok che il regista calabrese ha fatto coming out alla bella età di quasi 70 anni, ma un po' di pudore in più in alcune scene non avrebbe guastato.

Fotografia da fiction televisiva, estenuanti piani sequenza, assenza pressoché totale di musiche di accompagnamento: 134 minuti che si sentono, e parecchio. La prova del pur bravo Lo Cascio mi è parsa alquanto manierata, mentre il giornalista di Elio Germano è una macchietta o poco più, con quel cappelletto sempre in testa. Emma Bonino poi fa un'apparizione del tutto incomprensibile. Non mancano le usuali quanto irritanti scene urlate, in un film che - nonostante il tema - non coinvolge nemmeno per un istante. La scrittura è deludente, la regìa ai limiti del micidiale: un'occasione sprecata.

Visto in una copia rimediata.

04 marzo 2023

Siccità (Paolo Virzì, 2022)

Silvio Orlando torna a Rebibbia.

Non ho ancora capito quanto mi sia piaciuto quest'ultimo film di Paolo Virzì.

Ambientato durante una paurosa crisi idrica a Roma, mette in scena numerosi personaggi, che incrociano in modo più o meno casuale le loro storie in una città sporca, polverosa e piena di blatte che camminano silenziosamente sui pavimenti.

Forse il regista ha messo troppa carne al fuoco, e i contorni di qualche figura restano forzatamente sbiaditi: penso ad esempio al barbone di Max Tortora, o a Silvio Orlando evaso dal carcere suo malgrado. Molto più centrati l'autista di Valerio Mastandrea e l'idrologo veneto Diego Ribon, che diventa personaggio televisivo dalla sera alla mattina. Il guru del web Tommaso Ragno invece è simpatico, ma troppo caricaturale. Che poi è un po' il difetto di molto cinema del regista livornese, questo suo eccedere, esagerare nella stilizzazione dei caratteri.

Ad ogni modo il film ha molto da dire, e da dare. La siccità è chiaramente pretestuosa, e serve per parlare d'altro: uomini e donne alla deriva, alle prese con problemi quotidiani ai quali si aggiunge un evento esterno, che però non sembra fare una gran differenza nel modo di comportarsi di nessuno, fondamentalmente.

Visto in una copia rimediata sul web.

03 marzo 2023

Un uomo facile (Paolo Heusch, 1959)

Il momento culminante della storia.

Dramma scritto e sostanzialmente messo in piedi da Fausto Tozzi, ambientato nel mondo della boxe.

Bel film davvero; nonostante la regìa debole di Paolo Heusch, la storia è appassionante e commuove. Anche le caratterizzazioni dei personaggi sono ben centrate: su tutti l'ambiziosa e fatua ragazza interpretata da Giovanna Ralli e il pugile ormai in declino ma incapace di accettare la realtà che ha il volto di Tiberio Mitri. Mitri, purtroppo, è uno dei punti dolenti del film: se aveva senz'altro il psysique du role per il personaggio, come attore era mediocre, e forse anche mal diretto.

Florilegio di pugili ed ex pugili nel cast, spesso in semplici apparizioni: oltre a Mitri appaiono il grandissimo Erminio Spalla, che ha uno dei ruoli più belli del film, nonché Ennio Antonelli, Veriano Ginesi e Giovanni Cianfriglia, questi ultimi due chiamati con i loro veri nomi oltretutto.

Visto in una copia da 35mm.

02 marzo 2023

Ritratto di mio padre (Maria Sole Tognazzi, 2010)

Tognazzi intervistato dalla Rai nei primi anni '70.

Documentario su Ugo Tognazzi girato dall'ultima figlia a 20 anni dalla morte del padre.

Bello, in una parola. Il grande attore cremonese esce ritratto in modo un po' agiografico, come del resto era prevedibile: ma ci può stare. Molto interessante l'intervista al figlio norvegese, che in Italia si è sempre sentito meno rispetto a Ricky, Gianmarco e alla stessa Maria Sole.

Visto nel dvd italiano.

 

Mani sporche sulla città (Peter Hyams, 1974)

Sbirri in attesa.

Primo film di Peter Hyams, è un poliziesco con protagonista una coppia di agenti della buoncostume in una Los Angeles sporca e piena di gentaccia.

I due vorrebbero combinare qualcosa di importante, ma ottengono solo incarichi di poco conto, come sorvegliare i bagni pubblici o fare una retata in un bar gay fingendosi due omosessuali. E i loro problemi arrivano più spesso da colleghi e superiori che non dai criminali. Rompendo gli indugi, decidono di mettere sotto pressione un boss locale del racket, tale Carl Rizzo: ma le cose si metteranno male.

Bel filmetto agile e divertente, ben scritto e dialogato, con la classica coppia di sbirri affiatata e dalla battuta facile che si vedrà poi in altri cento film successivi: Elliott Gould ruba facilmente la scena a Robert Blake. Soltanto il finale lascia un po' delusi per la sua ingenuità: la droga nascosta nei vasi di fiori è una roba da spionistico di Sergio Grieco anni sessanta.

Visto nel dvd italiano.

01 marzo 2023

Napoli... serenata calibro 9 (Alfonso Brescia, 1978)

Don Salvatore mette finalmente le cose a posto.

Storico titolo del mai abbastanza rimpianto trio Merola/Brescia/Ippolito.

Dopo un terrificante inizio con l'interminabile canzone di Lucia Cassini durante la classica scena conviviale, un gruppo di banditi irrompe nel salone per rapinare tutti, uccidendo poi moglie e figlio di don Salvatore Savastano (Merola). L'uomo è distrutto, e decide di continuare a vivere solo per potersi vendicare.

Commistione tra revenge movie e sceneggiata, con qualche puntata nella farsa francamente eccessiva: le sequenze con Lucio Montanaro e Leopoldo Mastelloni sono anche simpatiche, ma stridono non poco col resto del materiale e soprattutto sono luuunghe come la fame.

Merola (doppiato da Peppino Rinaldi) è perfetto nel ruolo del contrabbandiere di sigarette dal cuore d'oro, pronto a tutto pur di mettere sottoterra i quattro balordi che gli hanno accis moglie e figlio. La storia procede speditamente, anche grazie alla potente OST del maestro Alfieri, qui al suo meglio.

Entrata nella leggenda la sequenza in cui Merola arriva nella bettola dove i quattro rapinatori si sono rifugiati e ne accoppa tre in slow-motion, prima di partire con l'inseguimento a Totonno 'o pazzo tra gli scafi blu. Wow.

Visto nel solito dvd Rarovideo.

La fessura (Gustav Ehmck, 1971)

Uno degli sfruttatori.

Sorta di antecedente tedesco di Storie di vita e malavita di Lizzani, questo Die spalte è un film curioso.

O quantomeno lo è la versione italiana, che ho visto io. Nel film si sentono soltanto canzoni italiane, pur essendo ambientato a Monaco di Baviera: il che fa pensare ad un rimaneggiamento, cosa frequente in quel periodo. La storia è quella della giovane Sophie, una splendida minorenne che scappa dall'orfanotrofio e viene pressoché istantaneamente messa a fare la prostituta dai soliti balordi. Proverà a ribellarsi e poi anche a fuggire, ma non sarà così semplice.

La regìa alterna momenti notevoli ad altri di un certo imbarazzo: le scazzottate tra papponi ad esempio fanno sorridere. Filmetto malsano, che ogni tot minuti ripropone la voce over già sentita all'inizio e di cui francamente si sarebbe potuto fare anche a meno. Tra le voci del nostro doppiaggio mi sembra di aver riconosciuto Elio Zamuto e Michele Kalamera.

Visto in una copia da vhs.

 

Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

Jessica Chastain nel finale.   Michael Shannon e la splendida Jessica Chastain sono una coppia felice, nonostante qualche problema economico...