14 febbraio 2025

Rendez-vous (André Techiné, 1985)

La Binoche e Trintignant.

Breve (solo 79') e torbido dramma erotico con la radiosa Juliette Binoche protagonista.

Interpreta Nina, una disinibita ragazzetta della provincia francese che arriva a Parigi e inizia a lavorare in teatro, tra un flirt e l'altro. Conosce casualmente il cupo Quentin, e i due si innamorano subito. Purtroppo il ragazzo fa una brutta fine, gettandosi volontariamente sotto una macchina. Lei a quel punto decide di continuare a recitare, aiutata dal misterioso signor Scrutzler (Trintignant).

Film mediocre, con scene di sesso spregiudicate e una certa pesantezza di fondo, riscattata solo in parte dall'elegante messa in scena. Curiosa la morte del co-protagonista Lambert Wilson a metà film: inizialmente si resta spiazzati, ma poi lui appare come fantasma anche nella seconda parte, e così i conti tornano.

Ad azzoppare il film, secondo me, è il personaggio di Paulot. Malscritto, rende quasi ridicole un paio di sequenze nella parte finale.

Visto nel dvd italiano Sinister.

Gli ultimi di noi (Giorgio Bruno, 2022)

Il titolo.

 

Documentario sui registi Ruggero Deodato e Sergio Martino, il primo dei quali è morto poco dopo la fine delle riprese.

Ci sono i due vecchi leoni a tavola, che chiacchierano amabilmente insieme al critico Davide Pulici. Che notoriamente non è il massimo della simpatia (eufemismo), ma sa il fatto suo. Si percepisce comunque in modo evidente che tra i due registi non ci sia una grande sintonia, e infatti le punzecchiature non mancano. Ma tutto resta confinato in un contesto di una certa eleganza, soprattutto grazie a Sergio Martino, un vero gentleman romano.

Se Martino è ancora lucidissimo e mai eccessivo, Deodato spesso sbraca nelle sue tipiche sparate, cosa che del resto ha sempre fatto. La panzanata del suo The Barbarians proiettato in cinquemila copie (!) negli Stati Uniti entra di diritto nella mia personale Top Ten delle più grandi cazzate mai sentite nel mondo del cinema.

Il momento migliore del documentario è senza dubbio lo struggente ricordo che Martino dedica alla moglie, morta durante la pandemia di Covid 19.

Visto su Prime Video.

13 febbraio 2025

Trainspotting (Danny Boyle, 1996)

Una immagine promozionale.
 

Revisione di questo vecchio classico, di cui è stato fatto anche un séguito che conto di recuperare a breve.

Ottimo film, divertente e con un retrogusto molto amaro, che di certo non sorprende visto l'argomento trattato. La descrizione dei personaggi è impeccabile, e gli attori perfettamente scelti per i vari ruoli. Del resto lo splendido libro di Irvine Welsh era un gran bel materiale di partenza: ricordo che lo lessi pochi giorni dopo aver visto il film per la prima volta, una decina d'anni fa, e rimasi entusiasta del testo quanto della pellicola.

Diverse le sequenze memorabili: la bicchierata nel pub, il povero Spud con il suo disgustoso lenzuolo...

Visto in una copia rimediata fortunosamente.

11 febbraio 2025

Arancia meccanica (Stanley Kubrick, 1971)

La banda di Alex. 

 

Un classico che non rivedevo da diversi anni. 

Sempre notevolissimo, ha perlomeno una dozzina di sequenze che sono entrate di diritto nella storia del cinema; eppure in questa occasione ho avvertito qualche momento di stanca, nella seconda parte, con un paio di scene dialogate tirate un po' per le lunghe. I primi 20-25 minuti sono la cosa migliore della pellicola, secondo me: anche grazie alla musica di Walter (poi Wendy) Carlos.

A dirla tutta, la prima parte la ricordavo perfettamente, quasi scena per scena, mentre tutto quello che accade nell'ultima ora non mi era rimasto impresso in modo particolare, finale compreso.

Altra cosa che non ricordavo affatto: il personaggio che beve acqua da un bicchiere e scopre poi una dentiera al suo interno, cosa che Sergio Martino citerà nel suo Cornetti alla crema anni dopo. Un momento comico bizzarro quanto inaspettato.

La recitazione ultra-caricata di alcuni attori (il capo guardia della prigione e il vecchietto aggredito in casa, soprattutto) è molto kubrickiana comunque. Ricorda il lavoro di Jack Nicholson nel successivo Shining.

Un film potente, che si rivede sempre con piacere e che inquieta ancora oggi dopo oltre 50 anni. Soprattutto l'aggeggio usato per tenere aperti gli occhi di Malcolm McDowell mi infastidisce molto, ma sarà una cosa mia.

Rivisto nel dvd italiano Warner.

09 febbraio 2025

Tutta la città canta (Riccardo Freda, 1945)

La coppia Taranto-Vivi Gioi.
 

Farsa musicale che ebbe una genesi travagliata.

Il film infatti fa parte di quel pugno di pellicole in lavorazione nel settembre del 1943. Fermato e ripreso solamente dopo oltre un anno, uscì nelle sale nell'estate del 1945, senza ottenere - a quanto sembra - un riscontro significativo di pubblico. Oggi è visibile grazie alla Fondazione Cineteca italiana di Milano, che lo ha restaurato e reso accessibile dopo decenni di oblio pressoché completo.

Film bislacco e fatalmente raffazzonato, mi è parso poco adatto alle corde di Freda, più a suo agio in tutt'altro tipo di pellicola. Nino Taranto ovviamente è molto bravo, e anche la bella Vivi Gioi fa la sua parte: ma il film non fa mai ridere. La storia, che vede il protagonista ereditare una fortuna milionaria che si rivelerà una bolla di sapone, si trascina stancamente, tra gag comiche di terz'ordine e qualche canzonetta. Terribile, a mio parere, il trio comico I 3 Bonos, una sorta di fratelli Marx dei poveri.

Visto nella copia della Cineteca italiana.

08 febbraio 2025

Sonatine (Takeshi Kitano, 1993)

Una classica ripresa frontale.

 

Primo capolavoro di Kitano, che ebbi modo di scoprire intorno al 2000 grazie a Fuori Orario su Rai 3.

Il film è diviso in tre segmenti, più o meno. Dopo una prima mezz'ora già molto bella ma più convenzionale, la storia prende una piega inaspettata quando il gruppo di yakuza va ad Okinawa e inizia ad attendere istruzioni che non arrivano. Una sospensione narrativa deliziosa, che dura fino a quando i gangster vengono fatalmente richiamati al loro destino. Finale tragico, come quasi sempre in Kitano.

Splendido film. Cupo, disperato ed insieme divertente. Bellissima anche la musica di Joe Isaishi, che risalta specialmente nel magistrale crescendo finale. 

Rivisto dopo qualche anno nel dvd italiano.

La scala (Gennaro Righelli, 1931)

Carlo Ninchi in versione baffuta.

 

Antico dramma tratto da un testo teatrale di Rosso di San Secondo.

Sinceramente ho faticato parecchio a seguirlo. Terribilmente invecchiato a livello strutturale, ha i classici difetti dei primi film sonori italiani, ovvero un missaggio audio tremendo: spesso i rumori di sottofondo sono più alti dei dialoghi. La storia oltretutto non mi è parsa molto chiara: c'è una donna che torna dal marito dopo qualche anno per sapere che fine ha fatto la loro bambina (spoiler: è morta). Poi il suo ex amante si rifà vivo, e sorgono problemi. Qualcosa del genere, ma non potrei giurarlo.

Maria Jacobini, ex diva del cinema muto, recita in modo imbarazzante: è davvero tremenda da sentire. Molto meglio il grande Carlo Ninchi, che avrà una luminosa carriera fino alla metà degli anni Cinquanta.

La casa con la scala in cui vivono i protagonisti è in piazza Mincio a Roma, nel quartiere Coppedè:


Visto nel dvd italiano RHV.

04 febbraio 2025

Il re di Napoli - Storia e leggenda di Mario Merola (Massimo Ferrari, 2024)

Una immagine promozionale.


Documentario su don Mario Merola, a quasi vent'anni dalla morte.

Purtroppo quasi del tutto privo di scene dei suoi film (presumo per problemi di diritti), racconta la parabola di Merola da umile camallo del porto di Napoli a re della sceneggiata. Non manca qualche luogo comune, come ad esempio il concorso canoro al teatro Trianon a cui Merola venne iscritto a sua insaputa (!). Numerosi gli intervistati, compresi i tre figli, ma le cose meno banali si sentono da Nino D'Angelo e Gigi D'Alessio, a mio parere.

Ci sono anche delle brevi sequenze animate, di cui francamente non si capisce bene l'utilità ma pazienza. Da segnalare l'orrendo scivolone del critico Valerio Caprara, quando nomina Michele Massimo Tarantini tra i registi storici di Merola: ma quando mai.

Visto su Rai 3 in prima serata.

Scarface (Brian De Palma, 1983)

La bella ed algida Elvira.

Titolo storico di De Palma, che avevo visto soltanto una volta in videocassetta a fine anni Novanta. Ricordo che non mi era nemmeno piaciuto troppo.

Rivisto oggi, è senz'altro notevole: 170 minuti che scorrono in un amen, con questa storia classica, stile rags to riches, che appassiona e coinvolge. La vicenda è interamente centrata su Al Pacino: il suo Tony Montana, in pratica, è il film. Tolto lui rimangono figure sfocate e/o marginali, compresa l'Elvira di Michelle Pfeiffer, che in fondo si vede poco e sparisce senza troppe spiegazioni verso la fine. Molto più importante la scenografia, con questa incredibile villa ultra-kitsch che il protagonista si fa costruire quando iniziano a piovergli addosso i milioni del narcotraffico.

Punteggiato dalla bellissima musica di Giorgio Moroder, è molto violento e misogino, proprio come ci aspetterebbe da una storia scritta da Oliver Stone, autore della sceneggiatura.

Visto nel bluray italiano.

02 febbraio 2025

Licorice Pizza (Paul Thomas Anderson, 2021)

Alana Haim, la protagonista.

L'ultimo film - ad oggi - di Paul Thomas Anderson è una strana storia d'amore tra due ragazzi nella California del 1973.

Impeccabile per ambientazione, fotografia e colonna sonora, lascia qualche perplessità sullo sviluppo della sceneggiatura. Non tutto scorre come dovrebbe, e alcune sequenze spezzano il ritmo e sembrano quasi essere pezzi di cinema a sé stanti, come ad esempio la parte con Sean Penn. Più centrato (e divertente) Bradley Cooper nei panni di Jon Peters, che in quel periodo era il fidanzato di Barbara Streisand.

Devo dire che il film non mi ha mai coinvolto particolarmente, se non nei primi minuti. Resta comunque un prodotto valido, che conferma le indiscutibili doti del regista. Bravi i due protagonisti.

Visto in una copia rimediata fortunosamente.

Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

Jessica Chastain nel finale.   Michael Shannon e la splendida Jessica Chastain sono una coppia felice, nonostante qualche problema economico...